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Montereale, arrestato stalker seriale

Arrestato stalker seriale a Montereale. L'uomo di 69 anni è responsabile di vari reati. Vittima una coppia del posto.

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Arrestato stalker seriale a Montereale. L’uomo di 69 anni è responsabile di vari reati. Vittima una coppia del posto.

I Carabinieri della Stazione di Montereale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di L’Aquila, Dott.ssa Guendalina Buccella, nei confronti di L.A. classe ‘49, di Montereale, in quanto ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori, estorsione, minaccia,  violenza privata, danneggiamento aggravato, violenza a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere commessi in Montereale a partire dal gennaio 2012 fino al marzo di quest’anno.

I fatti riguardano i comportamenti vessatori posti in essere dall’uomo nei confronti di una coppia del luogo, reiterati a tal punto da ingenerare in essa un perdurante stato di ansia e stress. L’uomo si recava infatti più volte al giorno presso la loro abitazione nonché presso il luogo di lavoro di uno dei due coniugi, intromettendosi indebitamente nella loro vita privata e costringendoli con il ricorso a continue minacce a subire la sua presenza; in talune occasioni, l’uomo, addirittura senza nemmeno essere stato invitato, si sedeva a tavola, pretendendo di fruire a titolo gratuito del pranzo e di muoversi liberamente all’interno della loro abitazione come se fosse a casa propria. Si recava spesso anche presso il luogo di lavoro di uno dei due coniugi, un’officina meccanica del posto, dove aveva l’abitudine di trascorrere buona parte del proprio tempo, intromettendosi nell’attività lavorativa del responsabile e recando continuo disturbo ai suoi clienti. E’ in questo contesto che l’uomo pretendeva i lavori di riparazione  della propria autovettura, rifiutandosi persino di pagare i pezzi di ricambio,  utilizzando  tranquillamente gli attrezzi della vittima e  in alcuni casi appropriandosene definitivamente.

I due coniugi erano  costretti a subire la presenza dell’uomo e a soddisfare ogni sua richiesta attraverso continue e gravi minacce: l’uomo infatti prospettava alla coppia che avrebbe incendiato la loro abitazione o l’officina, qualora non lo avessero assecondato, vantandosi di essere stato l’autore di alcuni fatti illeciti realmente avvenuti nel corso degli anni nel comune di Montereale, come l’incendio di un pagliaio, di un bar e il taglio di pneumatici.

La decisione della coppia nel giugno 2017 di troncare ogni rapporto con l’uomo non ha fatto che acuire la situazione. Egli infatti fino agli ultimi mesi si rendeva responsabile di continui pedinamenti e appostamenti nei luoghi abitualmente frequentati dalla coppia, fissando i due coniugi con aria minacciosa  al fine di intimorirli ogni volta che aveva modo di vederli.

Ancora l’uomo tra il dicembre 2017 e gennaio 2018 importunava in più occasioni un’altra esercente del posto, tentando di avvicinarla e molestarla.

Ancora nel 2016 mediante un cacciavite finemente acuminato, con aria di sfida e sotto gli occhi del proprietario, deteriorava, perforandone un pneumatico,  l’autovettura di proprietà di un dipendente comunale in quel momento parcheggiata sulla pubblica via, al fine di convincerlo a compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio ed in particolare a concludere in suo favore due procedimenti che lo riguardavano che fino a quel momento non avevano ancora ricevuto il seguito richiesto.

Gravi e ripetute nel tempo le condotte poste in essere dall’uomo nel piccolo comune dell’Alto Aterno, ricostruite con attenzione e dovizia di particolari dai militari della Stazione di Montereale, coordinati dal Cap. Francesco NACCA, Comandante della Compagnia Carabinieri di L’Aquila, mediante l’acquisizione di numerosi riscontri alle denunce delle vittime e l’escussione di svariati testimoni.

E’ proprio il solido quadro indiziario raccolto che ha permesso l’emissione del provvedimento restrittivo cautelare degli arresti domiciliari. Gli stessi militari di Montereale hanno quindi dato immediata esecuzione al provvedimento dell’A.G. traducendo l’uomo all’interno del proprio domicilio.

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