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Santuario Papa Wojtyła, parte la mobilitazione

La cartellonistica del Santuario dedicato a Papa Wojtyła non ci sarà più. Il Comune non rinnova la convenzione. La Fondazione Carispaq si fa avanti per sostenere le spese e qualcosa si muove anche a livello internazionale.

Il Santuario di Wojtyła a San Piatro della Ienca non avrà più la cartellonistica sulla A24: questa settimana la segnaletica sarà rimossa, visto il mancato rinnovo della convenzione con la Società Admoving dell’Anas che gestisce la pubblicità.

“Così il Gran Sasso muore. Sì, perché il borgo di San Pietro della Ienca è il Gran Sasso d’Italia”- batte i pugni Pasquale Corriere, presidente dell’Associazione di San Pietro della Ienca. “Il Comune avrebbe dovuto scrivere semplice una lettera, ma non è stato fatto. Eppure è il primo Santuario al mondo, il segnale autostradale sarebbe il minimo. Recanati lo ha, Loreto pure e così via. E’ la volontà che manca”.

Intanto qualcosa si muove, si fanno avanti Fondazione Carispaq e gruppi religiosi

Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq, conferma al Capoluogo la disponibilità a sostenere le spese della cartellonistica del Santuario sull’A24. “Siamo vicini a San Pietro già con altre iniziative, abbiamo sempre sostenuto il primo Santuario al mondo che abbiamo la fortuna di avere qui a L’Aquila. La Fondazione è disponibile anche a sostenere i cartelli sull’autostrada”. Inoltre, in questi giorni, si è fatto avanti un gruppo polacco che si sta muovendo a livello internazionale per raccogliere i soldi necessari.

Quanto costa la certellonistica

11 mila euro più Iva l’anno, fu l’importo comprensivo dell’istallazione e posizionamento dei cartelli. “Ora il costo reale sarebbe minore”.

Arrivi importanti al Santuario di Wojtyla

“Il 24 aprile arriverà l’Università Cattolica di Lublino della Polonia, quella in cui ha studiato e poi insegnato Papa Giovanni. Saranno un centianaio i polacchi nel borgo della Ienca per festeggiare 100 anni della fondazione di questa università e L’Aquila e il suo immaginario turismo religioso non rispondono” – aggiunge Corriere.   

ienca, strada chiusa con sbarra
                                                                                                                                                                                                                       

Nel weekend appena passato, complice anche le belle giornate di sole, tante le persone che sono arrivate in bici e a piedi. Sì, a piedi perché la strada che porta al Santuario è ancora interdetta da una sbarra. La strada chiusa crea un altra conseguenza: le funzioni religiose sono sospese e il Santuario risulta chiuso. Ma questa è un’altra storia da non addebitare al Comune, ma a una gestione che lascia a desiderare.

La comunicazione del Santuario

L’associazione di San Pietro della Ienca cura il sito dedicato e i mezzi di comunicazione da 10 anni, anche attraverso contatti con personalità del mondo religioso. “Questo non basta, non tutti sono attacati a internet. Non dimentichiamoci che chi arriva a San Pietro poi si reca a Fonte Cerreto e nei paesi limitrofi per pranzare. Questo sarebbe un circuito importante se solo venisse messo in moto, un ciucuito che si chiama turismo”.

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