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L’Aquila, Partite Iva in crescita

Abruzzo, le partite IVA crescono solo a L’Aquila e provincia. L’Aquila, quarta a livello nazionale con il 10,08% in più. L’analisi dell’A.N.CO.T. nelle diverse province italiane.

Cresce il cosiddetto “popolo delle Partite Iva”. Il 2017, infatti, ha segnato un nuovo incremento del numero delle Partite Iva, nel corso dei dodici mesi sono state sono state aperte circa 512 mila nuove partite Iva e in confronto all’anno 2016 si è registrato un aumento dell’1,2%.
L’A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari ha analizzato l’andamento delle iscrizioni delle nuove Partite Iva nelle varie province italiane. L’analisi è stata effettuata sui dati del Ministero delle Finanze ed ha evidenziato che l’incremento maggiore è stato registrato in provincia di Ascoli Piceno dove l’aumento nel corso del 2017 è stato pari a +13,66% mentre in valore assoluto pari a 2.038. In Abruzzo, la provincia che fa registrare un ottimo incremento è L’Aquila, quarta a livello nazionale con il 10,08% in più, le altre hanno subito dei decrementi più o meno marcati: Chieti 3.351 (-0,33%); Pescara 3.303 (-1,14%) e Teramo 2.816 (-1,44%).
A seguire, nelle altre province italiane, il numero delle nuove Partite Iva e la differenze con il precedente anno fa emergere la seguente situazione: Gorizia 880 (13,40%); Trapani 4.049 (13,13%); L’Aquila 2.752 (10,08%); Macerata 3.198 (9,37%); Aosta 1.110 (9,36%); Siracusa 3.349 (9,34%); Messina 5.286 (8,97%); Rieti 1.592 (8,97%); Agrigento 3.807 (7,82%); Cagliari 3.642 (7,72%); Ragusa 2.916 (7,72%); Palermo 8.925 (7,49%); Enna 1.205 (7,30%); Benevento 2.834 (6,74%); Catania 9.468 (6,50%); Oristano 1.082 (5,97%); Monza e Brianza 6.223 (5,65%); Caserta 8.488 (5,64%); Fermo 1.685 (5,38%); Brindisi 3.370 (5,18%); Taranto 4.324 (4,82%); Bari 10.354 (4,77%); Torino 19.090 (4,57%); Savona 2.391 (4,32%); Brescia 9.300 (4,02%); Bologna 8.110 (3,67%); Nuoro 2.193 (3,64%); Pordenone 2.049 (3,64%); Genova 6.882 (3,60%); Novara 2.644 (3,44%); Vercelli 1.179 (3,42%); Verona 7.410 (3,02%); Bolzano 3.887 (2,97%); Verbano-Cusio-Ossola 1.086 (2,94%); Bergamo 7.584 (2,90%); Milano 33.838 (2,76%); Isernia 944 (2,72%); La Spezia 1.879 (2,51%); Mantova 2.908 (2,32%); Padova 7.722 (2,28%); Parma 3.611 (2,24%); Treviso 6.781 (2,23%); Ancona 3.712 (2,17%); Sassari 4.495 (2,02%); Firenze 9.156 (1,87%); Imperia 1.993 (1,63%); Caltanissetta 2.113 (1,49%); Biella 1.211 (1,42%); Vibo Valentia 1.414 (1,22%); Ravenna 2.708 (1,16%); Trieste 1.513 (1,14%); Como 3.930 (1,11%); Frosinone 4.702 (0,90%); Prato 2.927 (0,90%); Venezia 6.021 (0,82%); Udine 3.613 (0,81%); Modena 5.552 (0,58%); Piacenza 2.182 (0,51%); Lecce 7.185 (0,29%); Roma 44.986 (0,28%); Siena 2.196 (0,27%); Rimini 3.180 (0,06%) e Forlì-Cesena 2.808 (0,04%).
Il decremento del numero delle Partite Iva, invece, nel corso del 2017 si è avuto nelle province di: Chieti 3.351 (-0,33%); Terni 2.001 (-0,45%); Belluno 1.422 (-0,49%); Foggia 5.465 (-0,56%); Perugia 5.875 (-0,58%); Pisa 3.716 (-0,64%); Reggio Emilia 4.147 (-0,86%); Salerno 10.577 (-0,93%); Pescara 3.303 (-1,14%); Varese 5.713 (-1,16%); Teramo 2.816 (-1,44%); Viterbo 3.245 (-1,49%); Napoli 26.957 (-1,52%); Pesaro e Urbino 2.854 (-1,52%); Avellino 4.111 (-1,77%); Lucca 3.435 (-2,03%); Vicenza 6.148 (-2,06%); Catanzaro 3.111 (-2,17%); Barletta-Andria-Trani 3.134 (-2,25%); Arezzo 3.006 (-2,66%); Cremona 2.124 (-2,75%); Massa Carrara 1.754 (-2,83%); Pavia 4.096 (-3,05%); Latina 5.190 (-3,12%); Rovigo 1.739 (-3,23%); Lecco 2.117 (-3,33%); Pistoia 2.539 (-3,42%); Ferrara 2.331 (-3,64%); Trento 4.106 (-4,00%); Lodi 1.387 (-4,48%); Grosseto 1.904 (-4,51%); Alessandria 3.138 (-4,71%); Livorno 2.597 (-5,46%); Crotone 1.639 (-5,48%); Reggio Calabria 4.610 (-6,36%); Potenza 3.169 (-6,46%); Cosenza 5.837 (-9,31%); Sondrio 1.129 (-10,25%); Campobasso 2.017 (-10,83%); Cuneo 5.071 (-10,85%); Matera 1.701 (-11,54%) e Asti 1.813 (-12,46%).
“Dalla nostra analisi emerge – ha detto Arvedo Marinelli presidente nazionale dell’A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari – che relativamente alla ripartizione territoriale, il 42,5% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,3% al Centro e quasi il 35% al Sud ed Isole. Dal confronto con l’anno precedente,ovvero il 2016, emerge che i maggiori incrementi di avviamenti si sono registrati in Valle d’Aosta (+9,4%), Sicilia (+7,8%) e Marche (+5%). Le flessioni più significative riguardano, invece, la Basilicata (-8,3%), il Molise (-6,9%) e la Calabria (-6%)”.
“Riteniamo interessante – ha detto Annamaria Longo segretario nazionale dell’A.N.CO.T – porre l’attenzione sui soggetti che nel 2017 hanno aderito al regime forfetario, che risultano essere 182.519, pari a il 35,7% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 9,1% rispetto a quanto è avvenuto nel corso del precedente anno”.

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