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Biondi: il cinema Massimo manterrà la sua destinazione

Il cinema Massimo manterrà la sua destinazione e per la gestione della struttura si aprirà un dibattito con gli operatori culturali della città.

Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

«Il futuro del Cinema Massimo sarà al centro di un ampio dibattito che coinvolgerà  enti ed istituzioni che operano in città. La destinazione d’uso è la stessa del pre terremoto e l’interesse dell’Amministrazione è ridare alla storica struttura il prestigio e la bellezza di un tempo ». Lo dichiara Pierluigi Biondi, sgomberando il campo da ogni tipo di polemica circa il destino della sala cinematografica situata in Corso Federico II.

«Con la delibera Cipe 48 del 2016 è stata finanziata per 300mila euro la progettazione del secondo lotto di lavori  che saranno completati con i 3 milioni e 954mila euro previsti nell’imminente delibera del il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Fino ad oggi sono stati impegnati somme pari a 1 milione e 546mila euro, utilizzate per la messa in sicurezza, ripristino agibilità esterna e delle finiture – spiega Biondi – Se il cronoprogramma verrà rispettato saranno necessari circa due anni e mezzo per il completo recupero dell’immobile, inserito nella programmazione 2019-2020 del piano triennale delle opere pubbliche».

«Ricordo che fino al 2009 – conclude il sindaco  –  il cinema Massimo era gestito dall’Accademia dell’Immagine, ente ormai in liquidazione, e sarà necessario individuare un nuovo soggetto deputato alla gestione.

Sarà un processo aperto a tutti coloro fanno cinema e cultura nel nostro territorio, con un percorso partecipativo e di condivisione degli obiettivi per i rilancio di un bene identitario della comunità aquilana.

La cultura deve tornare ad essere un elemento distintivo, oltre che di crescita sociale, dell’Aquila e grazie a strutture e infrastrutture che già ci sono o che torneranno a splendere possiamo creare un brand da esportare a livello nazionale e internazionale».

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