IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Terremoto di Avezzano, anniversario e memoria

 

103 anni dal terremoto di Avezzano: il tributo e la memoria.

Il 13 gennaio 1915 era una fredda mattina come tante.

Nella Marsica soffiava il vento gelido dell’inverno abruzzese e quello crudele della guerra che si stava avvicinando.

Alle ore 7 e 52 minuti e 43 secondi una violentissima scossa di magnitudo 7 della scala Richter (11°-12° grado della scala Mercalli) spazzò via Avezzano, Cappelle, Cese, Massa d’Albe, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Luco, Ortucchio e Pescina.

Il resto della Marsica fu comunque duramente colpito e il bilancio delle vittime fu di 32.610 vittime, di cui 10.700 ad Avezzano su una popolazione di quasi 13 mila.

terremoto avezzano

La funesta eco della tragedia giunse tardi e con essa anche le prime operazioni di soccorso: del resto il Sindaco, Bartolomeo Giffi, e tutte le altre cariche istituzionali non erano riusciti a scampare a quella furia devastatrice.

Le notizie erano imprecise e vi era l’impossibilità di comunicare con il resto del mondo a causa della distruzione del telegrafo.

Uno dei primi soccorritori a giungere nella Marsica fu Don Luigi Orione che si adoperò per salvare gli orfani e trasferirli al sicuro.

Tra loro vi era un ragazzo di quindici anni che a Pescina aveva perso madre e fratello: il nome di quell’orfano era Secondo Tranquilli e sarebbe poi mutato nello pseudonimo Ignazio Silone.

Nel libro di Silone “Uscita di Sicurezza” viene narrato il commovente incontro con Don Orione.

Il terribile terremoto del 1915 è un evento indimenticabile, per portata e per gli strascichi storici e sociali che ha lasciato nella popolazione marsicana.

testimonianza continenza
testimonianza continenza

Due pagine in prosa sul terremoto di Avezzano: nello scritto si parla di Cerchio dove Angelo Domenico Continenza era Potestà, quindi sindaco quando aveva 34 anni. Tale incredibile testimonianza è del padre di Maria Luisa Continenza, la segretaria del liceo Classico, anch’ella testimone 94 anni dopo suo padre del tremendo terremoto dell’Aquila. La signora la notte del terremoto era in via Sallustio insieme alla sua famiglia. Ora, dopo svariate peripezie comuni a tanti aquilani, vive in un appartamento alla Torretta.

 

«L’anniversario del terremoto della Marsica è una ricorrenza carica di sentimenti e di riflessioni che il tempo non ha cancellato – ricorda il Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio -.

Quel tragico evento consumatosi il 13 gennaio 1915 abita la memoria dei marsicani ed evidenzia, contemporaneamente, il senso di solidarietà del popolo abruzzese e dell’intero Paese che, sotto molteplici profili, hanno contribuito a ricostruire l’assetto urbanistico ed economico, unitamente al tessuto sociale e civico dei paesi devastati dal sisma.

#Avezzano15, la mostra itinerante del Grande Terremoto

Come cittadino di Avezzano sono nato tra i ricordi dei miei familiari, la cui esistenza era direttamente legata agli effetti di quella catastrofe: ogni famiglia ha elaborato la narrazione di sofferenze e speranze sulle quali l’intero territorio ha saputo riscrivere una storia straordinaria di sviluppo individuale e collettivo.

Ancora oggi, a distanza di 103 anni, il terremoto della Marsica resta una nitida manifestazione di unificazione generazionale, simbolo di una vicenda che segna l’appartenenza ad una terra oggi abitata dai discendenti di quelle migliaia di vittime, ogni anno richiamate alla memoria.

Tenacia e generosità sono, in effetti, caratteristiche costitutive del popolo abruzzese, capace di resilienza e di rinascita ogni qualvolta esso è posto di fronte ad avversità improvvise, cruente e luttuose, come fu quel terremoto concomitante, tra l’altro, agli avvenimenti, altrettanto tragici, della prima guerra mondiale, cui non mancò l’apporto dei giovani sopravvissuti al sisma e subito chiamati a combattere nelle trincee del Carso.

Fino a qualche anno fa si potevano ascoltare i racconti di coloro che furono diretti testimoni dell’evento distruttivo e, successivamente, protagonisti della ricostruzione architettonica e comunitaria dei paesi della Marsica, attestata in innumerevoli testi che descrivono l’eccezionale impegno culturale profuso dal territorio.

E lo sguardo si proietta immediatamente sulle vicende altrettanto tragiche che hanno sfigurato, cent’anni dopo, il capoluogo dell’Abruzzo e tanti altri paesi del Centro Italia, evocando ogni volta una solidarietà ampia, partecipata, perseverante verso le popolazioni colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

Terremoto del 1915, Avezzano non dimentica

Tornano alla mente le parole di Ignazio Silone a proposito del terremoto della Marsica:  “In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni… Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza”

Ogni anniversario è una attivazione della memoria: porta a soffermarsi sui ricordi, sul passato, sui volti, sui tanti nomi delle persone la cui vita si è inesorabilmente interrotta quel 13 gennaio 1915: una data indimenticabile».

La commemorazione di un anniversario così sentito inizia alle ore 7:52, orario in cui le campane dei Comuni della Marsica coinvolti suonano come tributo a quell’enorme sacrificio umano.

Seguirà il programma delle celebrazioni che oltre a prevedere la deposizione della corona di alloro presso il “Memorial” alla presenza delle autorità cittadine, prevede la presentazione del libro “Il Grande terremoto e il Lago del Fucino”, scritto dall’Ing. Ferdinando Milanetti  e la S. Messa in ricordo delle vittime del terremoto che si terrà nel Santuario Madonna del Suffragio Don Orione.

 

“Immagini i cittadini di Avezzano, i cittadini di Messina,
spogliarsi placidi placidi per mettersi a letto, ripiegare gli abiti,
mettere le scarpe fuori dall’uscio, e cacciandosi
sotto le coperte godere del candor fresco
delle lenzuola di bucato,
con la coscienza che fra poche ore sarebbero morti.
Le sembra possibile?”

L’uomo dal fiore in bocca, Luigi Pirandello

IMMAGINI FOTOGRAFICHE DI AVEZZANO PRIMA DEL TERREMOTO DEL 1915

X