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D’Alfonso abbandona una nave che affonda

La possibile candidatura di Luciano D’Alfonso al Senato e l’abbandono della Regione Abruzzo, una nave che affonda.

Si scaldano i motori per le prossime elezioni politiche in programma il 4 marzo e si fanno strada le indiscrezioni.

A Pescara questo potrebbe essere lo scenario:

 – Capolista al Proporzionale della Camera il fedelissimo di Luciano D’Alfonso, Camillo D’Alessandro.

D’Alessandro che si candiderà anche all’Uninominale di Lanciano-Vasto-Ortona, secondo il suggerimento del governatore (così, se verrà eletto in entrambe le opzioni, potrà scegliere e favorire l’ingresso alla Camera del secondo in lista);

 – Capolista al Proporzionale del Senato lo stesso D’Alfonso;

– Capolista all’Uninominale del Senato, Federica Chiavaroli

Particolare la posizione della parlamentare: eletta nel 2008 col listino di Chiodi, al Senato nel 2013 nella lista di Berlusconi. Nel 2014, nel sostenere la candidatura di Guerino Testa a sindaco di Pescara, giurava che non sarebbe mai andata a sinistra.

La spinta ad accettare la candidatura sarebbe giunta a D’Alfonso dai vertici del suo partito.

Certo è, infatti, che l’attuale presidente della Regione è un personaggio chiave, uno dei pochi capaci di tenere il Pd abruzzese a galla.

D’Alfonso: mi candido se conviene all’Abruzzo e agli abruzzesi

Lo stesso D’Alfonso interviene oggi sull’argomento:

“So che il mio partito, a livello nazionale e regionale, sta valutando di chiedermi la candidatura. Io sono fermo a quello che ho dichiarato anche prima di Natale: sono contento di fare il presidente della Giunta regionale, lo voglio fare fino alla fine e chi mi chiede di candidarmi al Senato, quindi alle politiche, mi deve spiegare qual è la convenienza per l’Abruzzo e gli abruzzesi. Accetterò a queste condizioni”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, circa la sua candidatura alle politiche, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine della riunione dell’esecutivo abruzzese che ha dato l’ok al conferimento dei rifiuti della Capitale in Abruzzo. “So che mi verrà specificato questo dal Partito; sono in attesa” ha concluso D’Alfonso.

Fratelli d’Italia: è la fine di un vergognoso tira e molla

«Se le indiscrezioni fossero confermate, il vergognoso tira e molla che per mesi ha tenuto in ostaggio la politica abruzzese è finalmente terminato».

A dichiararlo è il portavoce al Comune dell’Aquila di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia, che commenta l’ufficializzazione della candidatura al Senato del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

«L’ex presidente abbandona una nave che sta affondando, lasciando una regione allo sbaraglio, tradendo il mandato che gli era stato conferito dai lettori e con diverse partite ancora aperte che sarà la prossima maggioranza di centrodestra a dover chiudere –  attacca l’esponente di Fdi – Sanità, trasporti, servizi sociali: settori cruciali per la vita di una comunità che troppo a lungo sono stati gestiti con approssimazione da una maggioranza che oggi non ha neanche più una guida».

«Le norme consentono la reggenza al vice presidente – conclude Malafoglia – ma l’Abruzzo non si può permettere che la situazione si protragga per oltre un anno, come dovrebbe essere.

Nulla contro la persona ma il vice presidente in carica, Giovanni Lolli non era candidato nel 2014 e non si capisce bene a che titolo dovrebbe guidare la regione.

L’intero consiglio dovrebbe dimettersi e consentire ai cittadini di tornare alle urne nel più breve tempo possibile: solo così si potrebbe tornare ad avere una maggioranza, che sarà di centrodestra, pienamente legittimata e a vincere le tante sfide che ancora attendono la nostra terra».

Si evince comunque dagli organi di stampa che

«se D’Alfonso non dovesse ottenere un incarico di governo (ministro o sottosegretario), sempre che vinca il centrosinistra (possibilità molto aleatoria), tornerà a fare il governatore dell’Abruzzo e si ricandiderà alla guida della Regione»

queste sono infatti le parole di Lilli Mandara che dal suo blog maperò riporta il messaggio che è stato dato ieri sera dal segretario regionale del Pd Marco Rapino a consiglieri regionali e parlamentari presenti alla riunione in via Lungaterno a Pescara.

 

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