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IPA Adriatic, chiusura con il presidente Tajani

“Un progetto di grande rilievo politico, di cui ringrazio l’avvocato Paola Di Salvatore, autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, per il lavoro non facile che ha svolto, ma ora dobbiamo guardare al di là dei contenuti individuali. Come Europei abbiamo il dovere di capire come possiamo allargare i confini della nostra Unione, guardando in modo particolare a una regione complessa come quella dei Balcani”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo On. Antonio Tajani intervenendo questa mattina all’evento finale del Programma IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013, che si è tenuto all’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza all’Aquila.

 IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013 è il più importante Programma di Cooperazione Territoriale Europea dell’area Adriatica, con uno stanziamento di circa €  244.000.000, punto di partenza per un dialogo condiviso sul futuro della politica di coesione europea nell’area Adriatico-Ionica, nell’ambito del quale ha avuto un ruolo centrale la Regione Abruzzo.

 “Progetti come questi – ha aggiunto Tajani – servono a far capire ai Balcani che noi abbiamo a cuore il loro destino e vogliamo che siano parte integrante dell’Europa di domani, perché anch’essi sono europei e certamente vivono una situazione di grande instabilità. Devono fare dei progressi per raggiungere tutti i criteri indispensabili per esserne parte, ma devono anche essere messi fuori dalla tentazione dei rischi che corrono nel momento in cui non soltanto i flussi migratori ma interessi extra europei cercano di mettere le mani sui Balcani. Non è un segreto che molto foreign fighters si stiano insediando in Kosovo e negli altri Paesi dei Balcani”. Per il presidente dell’Europarlamento “occorre aumentare la lotta alla corruzione, contro le frodi e i flussi finanziari del terrorismo, ecco perché occorre moltiplicare gli sforzi per favorire sviluppo e integrazione europea di quei Paesi”. L’azione che svolge la Guardia di Finanza nella realizzazione di questo progetto è fondamentale secondo Tajani: “La Guardia di Finanza darà un contributo fondamentale anche per combattere la corruzione in quei Paesi”. Al termine del suo intervento Tajani ha anche ricordato l’impegno dell’Europa per le terre colpite dal sisma nel 2009 e poi nel 2016 e nel 2017, con particolare riferimento all’Abruzzo: “L’Europa è stata vicina a questa terra, ha erogato mezzo miliardo di euro dopo il terremoto del 2009. Cercheremo di fare in modo che l’Europa possa essere sempre amica di una terra così profondamente ferita”. Infine un appello agli allievi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza: “Da padre di famiglia non posso non dire a chi rappresenta il futuro della nostra società, che l’uniforme che indossano è un pezzo di responsabilità. Avrete tanti rischi e tentazioni da affrontare, anche missioni all’estero: dovete essere fieri. Dietro l’uniforme e le stellette voi rappresentate una parte della migliore gioventù”.

 Soddisfatta delle parole del presidente del Parlamento europeo l’autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, Paola Di Salvatore: “Il presidente ha avuto parole straordinarie di grande fiducia e di speranza – ha detto Di Salvatore – oggi non è un addio ma un arrivederci, non possiamo lasciare che il patrimonio del programma di Ipa Adriatic termini a marzo 2018, madobbiamo lavorare per un futuro Ipa 2021-2027 perché l’area balcanica è un’area di grande convergenza con la politica europea”. Così ha commentato Di Salvatore riferendosi al Programma Ipa, che è stato “non solo un lavoro di dati finanziari e di progetti, ma soprattutto un difficile lavoro di cooperazione che oggi ha avuto un grande riconoscimento istituzionale. Il Programma Ipa Adriatic Cbc ha rappresentato un’azione di prolifero lavoro, intensificato ancor più di fronte a sfide consapevoli nella politica di coesione europea, come la “New target Call EUSAIR”, che ha visto l’approvazione dei primi progetti attuativi del Piano di Azione Tecnico della Strategia Adriatico-Ionica. Questo è il programma più complesso dell’Unione europea, perché ha 4 Stati in pre-adesione che sono stati scenario di una drammatica guerra. L’obiettivo di oggi è proprio questo: metterci insieme: qui all’auditorium della Guardia di Finanza erano seduti, ad esempio, la Repubblica Srpska con il Montenegro e la Bosnia Herzegovina e con l’Albania. Stati che insieme devono costruire un sentimento comune: la cooperazione territoriale europea”.

 Di Salvatore, che ha ringraziato il comandante generale della Guardia di Finanza, il generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, per aver accolto l’evento finale di Ipa Adriatic cross border cooperation nella sede della Finanza all’Aquila, ha ricordato le “linee di scommessa” affrontate da Ipa Adriatic. Nell’ambito di tale programma sono stati finanziati e portati a termine centinaia di progetti che hanno implicato la collaborazione stretta di oltre 750 partner appartenenti ai seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Progetti che hanno avuto il fine ultimo di armonizzare i rapporti tra questi Paesi, concentrandosi svariate tematiche: dallo sviluppo delle infrastrutture e delle attività turistiche alla tutela delle coste; dalla salvaguardia dell’ambiente, alla gestione delle risorse naturali; dalla valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale alla ricerca.

“A cosa serve l’evento finale, quindi? A far comprendere all’Europa che questo patrimonio di conoscenze e di esperienze, con il quale affrontare le nuove sfide dell’area adriatica e del mediterraneo, dovrebbe essere rifinanziato”, ha concluso Di Salvatore. A rafforzare l’appello è anche ilvicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli: “Ipa Adriatic ha permesso di costruire integrazione culturale, geografica, politica, economica – ha detto – ora dobbiamo fare in modo che non si concluda la collaborazione fra 8 Paesi che hanno un mare in comune. Ci dev’essere l’impegno del sistema italiano a fare in modo che ci sia subito l’investimento a un altro progetto, per dare senso alla regione adriatico-ionico. Ipa Adriatic finirà nel marzo 2018 ma noi vogliamo scommettere che subito ne partirà un altro, in quanto ha rappresentato un momento fondamentale anche per quanto riguarda i temi della sicurezza, del mantenimento della pace e della gestione dei migranti. Permettere una nuova programmazione Ipa, significherebbe far sì che  i fondi europei vengano utilizzati per costruire progetti condivisi di inclusione sociale e valorizzazione delle diversità”.

 Nel corso dell’evento si è fatto il bilancio dei risultati e prospettive nelle regioni adriatiche coinvolte: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia e Veneto e alcuni territori dall’altra parte dell’adriatico in Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Oltre a Tajani e al vice presidente del Parlamento Europeo Sassoli, hanno preso parte all’evento anche la sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, le delegazioni degli altri Stati partecipanti al programma: il ministro per gli Affari Europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic, il ministro dell’Interno della Regione Herzegovina-Neretva in Bosnia ErzegovinaSladan Bevanda, il primo ministro della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina, Zeljka Cvijanovic, il presidente del Consiglio regionale di Tirana e vice presidente dell’Euro-regione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi, il sindaco di Tirana Erion Veliaj.

 A fare gli onori di casa il generale di divisione Gianluigi Miglioli, nuovo comandante della Scuola sottufficiali, e il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, comandante generale del corpo. “Vorrei ribadire l’impegno di tutte le fiamme gialle per un rafforzamento della cooperazione tra i Paesi coinvolti per migliorare la sicurezza economico-finanziaria in un quadrante decisivo per il futuro del mediterraneo – ha detto Toschi – in tale contesto, i risultati progettuali e giuridico-economici del programma Ipa Adriatic si sommano al successo delle iniziative finalizzate a conferire efficacia, efficienza ed economicità all’azione investigativa a contrasto delle frodi e delle irregolarità a danno del bilancio dell’unione europea e degli stati partecipanti. Il corpo sta investendo molto nel proprio ruolo di polizia comunitaria. Del resto, le responsabilità di polizia economico-finanziaria, che la legislazione italiana demanda alla Guardia di Finanza, rendono la tutela dell’integrità del bilancio dell’Unione europea un obiettivo prioritario della complessiva missione istituzionale”. Il primo consigliere del Decano-Camera V, Corte dei Conti europea Gabriele Cipriani ha fatto un richiamo alla qualità amministrativa, mentre per il ministro per gli Affari europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic “il Montenegro sarà partner affidabile nel processo per l’integrazione europea”. Infine, il vicepresidente dell’Euroregione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi ha sostenuto che “come Euroregione sosteniamo la ripresa del Programma per continuare a lavorare insieme su questo ponte di comunicazione e collaborazione”.

Nel corso dell’evento sono intervenuti anche il giudice Ezio Perillo, componente italiano del Tribunale dell’Unione Europea presso la Corte di Giustizia Europea,  il Segretario Generale del Comitato delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) Eleni Marianou, il Membro della Sezione di Controllo Affari Comunitari e Internazionali della Corte dei Conti Italiana Carlo Mancinelli, ed il Generale di Divisione Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti della UE presso la Presidenza del Consiglio dei MinistriFrancesco Attardi.

 Ha moderato l’evento Marco Panara, giornalista del quotidiano La Repubblica.

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