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‘Pescara capoluogo’: domenica di fuoco

“Pescara capoluogo di Regione”: bastano quattro parole e scoppia la bagarre in una domenica di metà novembre.

Subito tornano alla mente i moti del 1971, quando gli aquilani scesero per le strade della città rivendicando il ruolo di capoluogo di Regione.

A far tornare di moda campanili e polemiche ci ha pensato il segretario del Pd di Montesilvano Enzo Cantagallo: le parole del politico – ex sindaco di Montesilvano con una importante battuta d’arresto in politica dovuta a faccende giudiziarie che l’hanno tenuto lontano dal campo per oltre 10 anni – risuonano fragorose proprio mentre si sta concretizzando, in Regione, il progetto della costituzione della Grande Pescara.

Pescara più Montesilvano più Spoltore, un grande comune metropolitano che “non potrà prescindere dal ruolo di capoluogo di regione. Se s’istituirà questa grande città, di circa 200mila abitanti, dovrà essere il motore dell’economia, del turismo e della crescita imprenditoriale per garantire un reale sviluppo. Dovrà quindi avere anche tutti gli strumenti necessari, che solo i capoluoghi hanno”.

nuova pescara

Queste le parole di Cantagallo che, in chiusura del suo comunicato, rincara la dose:

“Facciamo la storia vera per il futuro dell’Abruzzo, e sarà fondamentale approvare la legge già con la Nuova Pescara capoluogo di regione”

Parole che non potevano non suscitare reazioni sdegnate da questa parte del Gran Sasso, ma anche nel resto della Regione: il Pd si è smarcato dalla posizione del neosegretario del partito a Montesilvano.

Ci ha pensato il segretario regionale Rapino a sottolineare che:

“Quella di Cantagallo credo sia una sua posizione personale, io non la penso così. Il capoluogo di Regione è L’Aquila e resta L’Aquila”.

Posizione sulla quale, allineati, si schierano con i loro comunicati i rappresentanti dem e gli organi dirigenti del partito, dalla senatrice Pezzopane al vicepresidente regionale Lolli,  dai consiglieri comunali e regionali ai neo rappresentanti provinciali del Partito.

Stefano Albano, segretario aquilano, bolla come scemenza l’uscita di Cantagallo:

“Vale quanto la strumentalizzazione che si sta cercando di montarci sopra in città. Scemenze che fanno del male all’Aquila e all’Abruzzo”. 

Non è una proposta del PD, sottolinea Camillo D’Alessandro, commentando così la locandina de Il Messaggero in edicola oggi con il titolo “proposta PD” in apertura:

“Bufala clamorosa, scrivete che il PD dichiara guerra all’Austria. 
Vorrei dire che non esiste nessuna proposta del PD di cambiare la sede del Capoluogo di Regione, al contrario abbiamo presentato la legge su L’Aquila Capoluogo, per rafforzare la sua funzione”.

Binari paralleli, quelli della legge sulla Grande Pescara e di quella su L’Aquila Capoluogo, dei quali il Capoluogo vi aveva parlato già qualche settimana fa e il cui equilibrio, nel pieno stile della polemica Pescara – L’Aquila, è estremamente labile.

Corsi e ricorsi storici, anche sui social: nell’agosto scorso, peraltro, la polemica sul capoluogo di regione era tornata di moda perché sulla pagina Facebook gestita dal comune di Pescara, veniva riportato, alla voce informazioni “Capoluogo abruzzese”.

Fatto sta che, a colpi di like e commenti su Facebook, il Partito Democratico regionale ha decisamente lasciato al suo destino Cantagallo che, però, i suoi titoli e minuti di celebrità li ha avuti con una uscita così prorompente. E forse l’intenzione era proprio quella.

Le reazioni:

Capogruppo di FdI-AN, Giorgio De Matteis

“Cantagallo se non avesse parlato seriamente potrebbe essere il degno attore di una sceneggiata napoletana. E’ evidente che le sue dichiarazioni lasciano il tempo che trovano. Se voleva essere una provocazione ha clamorosamente fallito, viste le dichiarazioni del suo partito, se voleva parlarne seriamente ha dimostrato una assoluta ignoranza dello Statuto regionale – continua De Matteis – In tempi nei quali le divisioni del passato sono superate dai temi attuali, c’è ancora qualche nostalgico di scontri e di inutili divisioni. A Cantagallo – conclude – regaleremo una copia dello Statuto regionale”.

L’ex sindaco Massimo Cialente:

“Ma vi rendete conto di cosa ha scatenato questo individuo pur di mettersi in evidenza? Deve chiedere scusa al PD!!

Il Capogruppo di Forza Italia Roberto jr Silveri:
“Il problema è che questi vanveratori di baggianate ricoprono ruoli di peso nel partito al governo della regione, e dunque ci rendono lecito sospettare un’unità di intenti con la stessa amministrazione regionale a cui fanno appello.
Chiedo ai vertici regionali se è il caso che a un personaggio del genere venga concesso di parlare a nome del partito.
Per ultimo chiedo allo stesso Cantagallo se l’aprire la bocca per fare una dichiarazione così baggiana ha almeno permesso l’arieggiarsi del suo fumante cervello. Perché se così non fosse ci auguriamo che si rinfreschi presto a dovere le idee. #CantagalloStaiSereno”
(e.f.)

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