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Ecare, dramma dell’occupazione

È confermato: 100 operatori su 400 della sede aquilana del call center Ecare sono considerati ‘in esubero’ dalla stessa azienda.

Una situazione che fa impennare vertiginosamente i numeri di una crisi – quella in cui si trova il settore dei call center aquilani – ormai conclamata: nel settore sono impiegati attualmente duemila persone ma fra questi ci sono gli oltre 500 lavoratori, in bilico, di Lavorabile, commessa INPS.

Per quanto riguarda i lavoratori ECare, si parla di una commessa Poste Italiane che impiega 196 lavoratori a L’Aquila, poco più di 200 a Roma e una ventina a Torino.

Ecare risulta aggiudicataria del solo lotto 2 della commessa, essendo stato riassegnato il lotto 1 a un’altra azienda che aveva fatto ricorso: le conseguenze a livelli occupazionali sono evidenti.

Gli esuberi, ha spiegato Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione e delegato alle crisi aziendali, sono 200, 100 a Roma e 100 a L’Aquila. “Il call center di Monticchio ne uscirebbe indebolito, a causa dell’aumento dei costi di gestione. E purtroppo, attualmente non c’è neanche la possibilità di far ricorso agli ammortizzatori sociali”.

In attesa del tavolo ministeriale, che tornerà a riunirsi fra dieci giorni, verranno effettuati una serie di incontri per verificare se ci sono committenti interessati al call center aquilano nel quale, quindi, potrebbero essere lavorate più commesse.

Sul fronte degli ammortizzatori sociali” spiega poi Lolli “c’è un emendamento alla legge di Stabilità che permetterebbe alle aziende in crisi di usufruire di 6 mesi di sostegni, che diventano 12 per le aziende in ristrutturazione. Ma in ogni caso ci si potrebbe accedere solo dal prossimo anno. Quindi, abbiamo chiesto all’azienda di fare tutti gli sforzi necessari per gestire, di concerto con i sindacati, la situazione nei prossimi mesi, evitando i licenziamenti”

Un impegno su più fronti è stato garantito anche dalla senatrice Pezzopane: “In Senato è cominciato l’iter della legge di bilancio: sto lavorando agli emendamenti utili per assicurare ai lavoratori la cassa integrazione in deroga per le aziende in ristrutturazione. Ai lavoratori e lavoratrici il nostro assoluto sostegno e la nostra vicinanza”.

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