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Regione, saltano consiglio e nervi

Nervi tesi nella maggioranza e mal di pancia sempre più diffusi dietro al rinvio della seduta del consiglio regionale di oggi.

Assenti Presidente e Vice – D’Alfonso e Lolli – il consiglio è stato rinviato al 31 ottobre “perché ora la priorità della Regione è la vertenza Honeywell,  seguita direttamente da loro” dice Camillo D’Alessandro.

“Considerato che questa mattina era convocata prima la commissione consiliare Bilancio e a seguire il Consiglio, abbiamo deciso di rinviare la seduta perché prevale l’impegno diretto del presidente nel seguire la delicata vertenza di Atessa, impegno che lo vede oggi a Roma dalla mattina fino alla serata”. 

Una assenza, come dire, assolutamente giustificata vista la gravità del problema: ma che non riesce a mettere a tacere i malcontenti che si vedono, si respirano e soprattutto si ascoltano se si passa nei corridoi dell’Emiciclo.

Perché al di là del rinvio deciso dalla conferenza capigruppo e del quale si era avuto sentore già ieri – tanto che gli agricoltori avevano deciso di rinviare la loro protesta legata ai danni da fauna selvatica –  in Prima Commissione Bilancio gli animi non sono certo distesi.

Colpa anche del “doppio binario” che vede Pescara e L’Aquila protagoniste di due leggi che, nelle intenzioni, tendono a valorizzare i due territori e i rispettivi hinterland: nella pratica politica però ci si scorna e si perde tempo fra emendamenti (e campanili).

Le leggi in questione sono: “Disposizioni per l’istituzione del Comune di Nuova Pescara” “Abruzzo 2019-Una legge per l’Aquila Capoluogo: attraverso una ricostruzione, la costruzione di un modello di sviluppo sul concetto di Benessere Equo e Sostenibile (Bes) a firma di Pietrucci.

Già nella scorsa seduta, gli animi si erano infervorati: in sostanza, oltre alla proposta della maggioranza sono state presentate – per quanto riguarda l’istituzione del comune di Nuova Pescara – altre due varianti, una da Forza Italia e una a firma Cinque Stelle. Il consigliere forzista Sospiri aveva suggerito di inviare le proposte ai consigli comunali di Spoltore, Pescara e Montesilvano affinché esprimessero il loro parere – non vincolante – prima di quello della Regione. Di fatto però così non è stato, perché in Commissione si è deciso di procedere direttamente con l‘approvazione del testo base: il presidente D’Alfonso si è impegnato personalmente ad interloquire con i sindaci dei comuni che verranno comunque auditi nella prossima seduta. Ciò non è bastato però a placare l’ira dell’opposizione.

Sull’altro binario, quello di L’Aquila Capoluogo – che ricordiamo come cavallo di battaglia di D’Alfonso quando si presentò alla presidenza della Regione – ci sono decine e decine di emendamenti alla legge proposta da Pietrucci.

All’inizio erano 600, molti – a firma Sospiri – sono stati oggi ritirati ma ne rimangono oltre 100, da discutere uno per uno. Peraltro, nella prossima seduta della commissione verrà audito anche il sindaco Biondi che certamente apporterà dei suggerimenti o delle migliorie al progetto di legge.

Per non parlare, poi, del fatto che di L’Aquila capoluogo si parli anche in un’altra legge, a firma Iampieri (FI): L’Aquila Capitale della Macro-regione Mediana. Quest’ultima all’inizio sembrava essere destinata ad una fusione con quella del consigliere dem, ma sopravviveranno entrambe e si completeranno.

Non si presenta facile e veloce, insomma, l’iter per L’Aquila capoluogo.

Queste sono solo alcune delle criticità che caratterizzano la politica regionale e che stanno rallentando all’inverosimile le attività del consiglio: l’ultima seduta, lo ricordiamo, si è tenuta il 21 settembre.

A queste si aggiungono altri ‘mal di pancia’: dagli (ex?) ribelli Di Matteo e Gerosolimo, assessori più volte in passato spine nel fianco di una maggioranza spesso coi numeri contati, alla lotta tutta teramana tra Mariani (capogruppo del PD) da una parte e Pepe e Monticelli dall’altra. In mezzo, le nuove cariche di partito – si avvicinano i congressi provinciali – ma soprattutto le corse verso altre poltrone: la candidatura al Parlamento di D’Alfonso è stata definita da lui stesso ‘probabile‘.

Di conseguenza, anche in Regione si scaldano i motori… e gli animi.

(e.f.)

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