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L’Aquila, apre un centro Alzheimer

Un centro Alzheimer apre all’interno del Centro Medico Aquilano su via Strinella. Il 21 ottobre alle 12 l’inaugurazione.

L’ingresso accogliente fa pensare a quello di una scuola, le stanze sembrano aule calde e luminose con le sedie e i tavoli disposti al centro per lavorare tutti insieme. Ci sono i fogli, i pastelli, le penne e poi ci sono loro: gli studenti speciali. Età media settantacinque anni con i sintomi riconoscibili di demenza senile e Alzheimer.

Siamo all’interno del Centro Medico di via Strinella, dove, al civico 22, c’è questo spaccato di mondo. L’Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante, che si manifesta in prevalenza dopo i 65 anni. In Abruzzo soffrono di questa malattia e delle altre tipologie di demenza senile circa 20mila persone, di cui 5mila solo nella nostra provincia.

alzheimer centro

Un mondo in bianco e nero che può tornare a colori attraverso la stimolazione cognitiva che rallenta il decadimento e migliora la qualità della vita del paziente.

“Vivere meglio si può” – affermano le dottoresse Roberta Bernardi e Daniela Fiorenzi che tutti i giorni con i loro ambulatori rappresentano un punto di riferimento per il paziente e la famiglia dello stesso.

L’Alzheimer è invalidante per chi lo vive e per chi sta accanto. La certezza che ad oggi non esiste una cura insieme alla consapevolezza che giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, l’Alzheimer si prende qualcosa, senza restituirlo più, uccidono ogni speranza.

“L’Aquila è una città di anziani, ma a loro vengono date poche attenzioni. Da qui nasce il nostro progetto”- spiegano le dottoresse.

“Nel centro ci sono pazienti autonomi, che arrivano con la loro auto. Altri con patologia avanzata. Lavoriamo sulla socialità e sulla possibilità di restituire loro una vita attiva. Alzarsi la mattina e venire al centro, incontrare altre persone dà loro uno scopo che lì rende vivi“.

La stimolazione avviene in sedute di gruppo utili a migliorare la socializzazione e si articola in:

  • esercizi cognitivi che stimolano le aree in decadimento (memoria, orientamento, attenzione, ragionamento logico, abilità di calcolo, gestione delle autonomie quotidiani) rallentandone la perdita e migliorando l’umore del paziente.

  • sedute di attività di coordinamento motorio

Di solito si segue un percorso di tre appuntamenti settimanali, ma c’è anche chi va tutti i giorni: “Abbiamo feedback importanti dalle famiglie. Il malato torna ad essere autonomo, ha più voglia di fare. La stimolazione cognitiva rallenta il decorso, migliora l’orientamento e l’attenzione”.

La prevenzione

Il campanello d’allarme è la perdita della memoria. Di solito questo accade in età pensionabile quando diminuiscono impegni e attività. L’Alzheimer colpisce soprattutto le donne con sintomi precoci, a partire da 60 anni. “C’è poca cultura della prevenzione in questo ambito”.

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Centro Medico: Via Strinella n. 22 L’Aquila – Telefono:  347 066 3185 pagina Facebook

Roberta Bernardi – Psicologiamo:  Non ti riconosco più, Alzheimer in famiglia – La demenza di Alzheimer: un nuovo approccio di cura – Aspettando il festival della partecipazione: Alzheimer, esperienze di partecipazione in città

 

 

 

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