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Trasporti, venerdì sciopero TUA

Per il pomeriggio di venerdì 15 settembre 2017, dalle 16:00 alle 20:00, è indetto uno sciopero da parte delle Segreterie Regionali FILT-CGIL e CGIL Abruzzo che potrebbe produrre qualche difficoltà nell’effettuazione dei servizi sia di autolinea che ferroviari.

Lo sciopero, spiegano i sindacati, scaturisce da alcuni provvedimenti ufficializzati dalla Regione Abruzzo che avranno un impatto notevole sul futuro dell’azienda regionale di trasporto (TUA) ma più in generale sull’intero assetto del trasporto pubblico locale abruzzese.

Tra gli aspetti contestati, vi è la cessione di un ramo d’azienda a Sangritana Spa che darà origine ad un trasferimento societario di tutti i servizi a lunga percorrenza ed interregionali oggi espletati da TUA (collegamenti da e verso Roma e da e verso Napoli).

“Una decisione che andrà ad indebolire la società regionale di trasporto, limitandone fortemente i ricavi da traffico e determinerà altresì pesanti ricadute occupazionali soprattutto nelle aree interne”.

Critiche alle quali risponde, oggi, il delegato regionale ai Trasporti, il consigliere Camillo D’Alessandro:

“L’affidamento in house dei servizi di trasporto pubblico locale a Tua e la separazione degli stessi da quelli di natura commerciale, non produrranno né esuberi, né licenziamenti. Inoltre non sarà penalizzato nessun Comune della nostra regione. Perché abbiamo optato per l’affidamento in house? Per un motivo molto semplice: l’Abruzzo è una regione complicata dal punto di vista orografico, dove il 40 per cento del territorio è rappresentato da aree interne a domanda debole. Questo significa che esisteva il rischio concreto di vedere penalizzati molti cittadini residenti in quelle zone, che si sarebbero visti privati di un servizio fondamentale come è quello del diritto alla mobilità”.

Sulle critiche della CGIL, in particolare:

“Sinceramente non ne capisco il motivo. Puntano forse a far saltare l’affidamento in house? Una scadenza che non abbiamo nessuna intenzione di rinviare, perché altrimenti perderemmo 20 milioni di euro di fondi statali, a cui l’Abruzzo non può permettersi di rinunciare”. 

 

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