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Incendio Fonte Vetica: i vertici si dimettano

I focolai nella zona di Campo Imperatore sul versante di Farindola ancora non sono del tutto soffocati e intanto arrivano le prime considerazioni importanti sull’accaduto.

Da un lato riflessioni che evidenziano l’enorme gravità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato – a dirlo sono gli stessi Vigili del Fuoco, tramite il sindacato Fp Cgil – dall’altro richieste di dimissioni ai vertici del Parco da parte degli ambientalisti.

I Vigili del Fuoco in un comunicato tagliano corto: “Le evidenti difficoltà nella gestione diretta dei numerosi e vasti incendi boschivi hanno tra le cause principali l’eliminazione del Corpo forestale dello Stato”.

“Per la categoria – proseguono – che nel corso di questi anni ha combattuto con forza per evitare la cancellazione del Corpo Forestale, è visibile infatti, nel corso di queste ore drammatiche, l’inefficienza delle nuove procedure antincendio. E questo è purtroppo il risultato delle pessima riforma con la quale si è scelto di eliminare l’unico Corpo con competenza diretta sugli incendi boschivi, dotato di mezzi e personale preparato e profondo conoscitore del territorio rurale”.

“La gran parte delle circa 8.000 unità del corpo, specializzate nel contrasto agli incendi boschivi, è transitata in maniera coatta nell’Arma dei Carabinieri e solo pochissime centinaia, nemmeno 400, sono state assegnate ai Vigili del Fuoco. Questi ultimi hanno così ereditato la complessa competenza del Corpo forestale sugli incendi boschivi nonostante siano palesemente sotto organico, senza i mezzi adeguati e i presidi capillari di cui era dotata la Forestale”.

“Così come va segnalato che numerosi elicotteri dell’ex Corpo forestale dello Stato, con personale addestrato specificatamente per l’antincendio, sono a terra e non volano, e nessuno ha pensato a una soluzione per risolvere questo imbarazzante problema”.

Mentre il direttore del Parco viene richiamato dal Presidente dalle ferie estive, la Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus chiede le dimissioni dei vertici, per manifestata incapacità di gestire le montagne abruzzesi.

Un post sulla pagina facebook del Parco Nazionale d’Abruzzo è stata la goccia di troppo:

“Incendio a Campo Imperatore. Fin da giugno, e così da anni, sono ben visibili sul sito del Parco le indicazioni per evitare incendi, incidenti agli escursionisti, danni al territorio. Raccomandazioni e divieti ignorati da alcuni …e ora uno dei territori più preziosi, delicati e belli d’Italia brucia!”.

“Come se l’Agenzia delle Entrate si limitasse a postare le regole sul sito evitando i controlli del fisco pensando di vivere nel migliore dei mondi possibili. Come se il Ministero degli Interni esercitasse solo una “moral suasion” social per prevenire le rapine dicendo “fate i buoni, mi raccomando!” E così via”, replicano con sarcasmo gli attivisti. Gli stessi che qualche settimana fa denunciarono il far west scatenato da uno dei tanti motoraduni di Campo Imperatore (anch’esso su approvazione del Parco).

“Le rarissime praterie di Campo Imperatore sono diventate da anni un parcheggio per centinaia di camper, auto e moto. Con quali autorizzazioni? Con quali progetti? Con quali valutazioni? Con quali controlli? Eppure il Parco ha speso 1,6 milioni di euro proprio per tutelare le praterie. Possibile che non sia mai passata una pattuglia dei Carabinieri-Forestali del Parco (ricordiamo che c’è un comando distaccato che deve – dovrebbe – operare in tal senso) per elevare qualche centinaio di multe?”.

“Qui la questione della rassegna degli ovini – prosegue la nota – è stata ancora più grave perché si è verificata durante un evento autorizzato dall’ente parco, non sappiamo su quali basi visto che pare non sia stata neanche fatta la Valutazione di Incidenza Ambientale obbligatoria per legge. Ricordiamo che per un grande raduno degli scout in Toscana in un’area protetta tale procedura fu espletata nonostante l’evento non interessasse direttamente gli habitat tutelati dall’Unione Europea”.

“Dobbiamo anche stigmatizzare il comportamento della Camera di Commercio di L’Aquila che organizza da tanti anni la rassegna. Possibile che non si sia resa conto della situazione di rischio prendendo adeguati provvedimenti? L’inopportuno, per usare un eufemismo, comunicato di trionfo diffuso ad incendio in corso la dice lunga sull’aderenza alla realtà di questo ente i cui vertici dovrebbero chiedersi se è opportuno permanere nei posti di comando”.

Poi le dure conclusioni: “In questo caso, basterebbe, ad emergenza finita, un semplice passo indietro da parte delle figure apicali per senso di responsabilità generale, che applaudiremmo e apprezzeremmo visto che quest’antica usanza pare, purtroppo, dimenticata”.

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