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Santa Chiara, il chiostro si apre a musica e danza

Ci sono luoghi che ti raccontano una città, il Convento di Santa Chiara è uno di questi. Non ci sono più impalcature della ricostruzione e per la prima volta ospiterà uno spettacolo di musica e danza in occasione dei Cantieri dell’Immaginario.

All’interno del Chiostro da poco restaurato la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” in collaborazione con il Gruppo E-Motion allestirà per I Cantieri dell’Immaginario uno spettacolo di musica e danza. “Aci, Galatea e Polifemo”, è una serenata, o cantata drammatica di Georg Friedrich Händel, presentata per la prima volta alla corte di Napoli il 19 luglio 1708 con la direzione dello stesso compositore. La storia giunge dalla mitologia greca e in particolare dalle Metamorfosi di Ovidio (libro XIII versi 738-897), del quale ricorre il bimillenario della morte.

La trama

Il ciclope Polifemo è infatuato di Galatea, una ninfa semidivina che, a sua volta, è innamorata del pastore Aci. La gelosia di Polifemo è tale da uccidere Aci. Galatea trasformerà il corpo senza vita di Aci in una splendida fontana, simbolo della vita stessa e del loro amore.
Gli interpreti sono: il soprano Claudia Di Carlo (il pastore Aci), il mezzosoprano Agata Bienkowska (la ninfa Galatea) e il baritono Diego Savini (il gigante Polifemo).
All’ensemble Gli Archi del Cherubino è affidata la parte strumentale con la direzione di Simone Ori, maestro concertatore al cembalo. L’esecuzione è presentata in forma innovativa, con l’azione scenica coreografata dal Gruppo E-Motion: i danzatori interpreti protagonisti sono Stefania Bucci e Andrea Di Matteo con la coreografia di Francesca La Cava.
L’ingresso è libero ma, data la caratteristica del luogo, è obbligatoria la prenotazione (0862.24262 barattelliconcerti@barattelli.it) e non sarà consentito l’ingresso a spettacolo iniziato.

Un po’ di storia

E’ tra le chiese poste all’interno della cinta muraria che vanta le origini più antiche: fu consacrata nel 1195 dal vescovo di Forcona Oderisio. Il piccolo tempio era infatti la chiesa parrocchiale del piccolo borgo di Accula o Aquili, sito scelto per la fondazione della città. [fm]

santa chiara

 

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