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Razzia di caldaie a Piazza San Pietro

Oltre 10 caldaie sono state rubate la scorsa notte. E’ accaduto nel centro storico: vittime alcune case appena riconsegnate. L’intervista a Giuseppe Cencioni, uno dei proprietari.

di Francesca Marchi

Sabato notte oltre 10 caldaie sono state rubate in Via Vastarini Cresi, all’interno del palazzo che si affaccia su Piazza San Pietro.
Nove appartamenti vittime di una razzia notturna senza precedenti che rimette in discussione la non sicurezza della città. Gli appartamenti non sono tutelati da nessuno: né dall’impresa che esce di scena al momento della riconsegna ai proprietari, avvenuta qualche giorno fa, né da un sistema di sicurezza, che di fatto non esiste.
“Le caldaie messe lì, senza essere ancorate, sono state portate via con facilità. Hanno dovuto svitare quattro viti, trascinarle sull’uscio e caricarle. Ci vuole tempo e impegno, ma i ladri hanno agito indisturbati perché in questa zona non c’è nessuno”.

La ricostruzione a casaccio non va d’accordo con il rientro in centro

“La politica fatta finora è quella di una ricostruzione a macchia di leopardo. Come vado ad abitare lì se non ho nulla intorno? Stanno rifacendo la Chiesa di San Pietro e chi la frequenterà se non vi abita nessuno?” – riflette Cencioni. “Avevamo chiesto a Cialente di ricostruire un quartiere ogni cinque anni. Solo così, nel giro di 20 anni, avremmo riavuto la città”.

I diktat della Soprintendenza ignorano la sicurezza

“La Soprintendenza ha fatto utilizzare i vecchi infissi vietando i portoncini blindati. Con una di quelle vecchie porte basta una spallata per entrare. Sono amareggiato perché hanno violato il mio ricordo e ho paura di tornare a casa”
Inoltre i traslochi attendono ancora il certificato di agibilità e il collaudo degli impianti che, ora, senza caldaie non è fattibile. Ogni caldaia costa 1950 euro, soldi usciti dalle tasche dei proprietari e andati persi.

Non è il primo furto a Piazza San Pietro

Anche ai tempi dei puntellamenti il palazzo è stato vittima di furti: “Hanno rubato un basso rilievo in ceramica di mio padre e la Madonna di Pelliccione. E’ un furto verso la città che si impoverisce. Case appena riconsegnate sulle quali ogni famiglia sta investendo nuovamente di tasca propria.
Ma in nome di che? Viene da chiedersi. È inutile restituire scampoli di città poi lasciati al degrado e all’abbandono”.

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