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Assemblea condominiale, tutta colpa dei tecnici

Quattro ore di Assemblea per la Ricostruzione di un condominio sono tante.
Quattro ore di Assemblea in un pomeriggio torrido sono tantissime.
Quattro ore di Assemblea impegnato a calmare gli animi, costretto a sentire cazzate infinite, parole e parole, esempi e ragionamenti, per cercare di far capire a chi non vuol capire … è quasi un assurdo.

Scene tratte da un film ideato e realizzato da un maniaco della psicologia umana, questa è l’Assemblea di un Consorzio per la Ricostruzione. Dopo un certo quantitativo di assemblee sulle spalle mi capita, quando cammino per strada, non più di vedere la persona mite che guarda una vetrina, piuttosto immagino quella persona mite in un’assemblea alzare i toni e far pretese assurde, non vedo più la gentilezza o l’educazione se non la timidezza sui visi di alcune persone, piuttosto le immagino urlanti e sbraitanti come fanno nelle assemblee, con gli occhi torvi e le sopracciglia dritte come fusi.

Sono tanti i Dr. Jekyl e Mr. Hyde in giro per la città. Perché nelle assemblee sono loro le persone che più di altri fomentano, litigano, si battono fino all’inverosimile per cose assurde, rinfacciano cose accadute 18 anni prima se non più.

Sono le persone che normalmente vivono con velata pacatezza e tanta cortesia che poi in assemblea si sentono in dovere di riscattare una vita sottotraccia, belle gatte da pelare per contenerle. Le persone che normalmente sono abituate a dire cose chiare in faccia in qualsiasi situazione e con qualsiasi tono sono le più tranquille, basta colloquiare per raggiungere un accordo, per capirsi, possono dissentire, controbattere, ma sempre, o il più delle volte, per giungere ad uno scopo o ad un accordo. Con gli insicuri questo non è assolutamente possibile, tutto è il contrario di tutto e … ciò che dico non sta bene neanche a me. Difficoltà massima. Neanche con due bonus ed una caramella si accordano sul colore del campanello, figuriamoci per la tinta del palazzo. Avevo la carta da parati in salotto ed adesso non l’ho più, chi me la ripaga? Signora, risponde cortesemente il Presidente, ma le pareti adesso sono riparate dalle crepe e sono state rinforzate, ritinteggiate con l’impianto elettrico a norma dentro i muri …. Si ma a me piaceva quella carta da parati che aveva messo Alfredo, il mio povero marito Ma signora suo marito, mi perdoni, mi sembra sia venuto a mancare nel “77 …. una rinfrescatina ogni tanto non guasta.

Scene simpatiche così ne capitano poche a dire il vero, il più delle volte si discute con amorevole odio di assurdi principi o di tragiche realtà.

C’è chi non ha più la terrazza, perché il tecnico quando ha effettuato i rilievi non ha completato di prendere tutte le misure ed ha immaginato che il tetto continuasse anche sull’altro lato del fabbricato. C’è chi non ha più la porta di ingresso in cantina e la cantina è diventata proprietà del vicino. C’è chi si ritrova l’attico al posto del sottotetto ed il vicino non si ritrova parte della proprietà finita nell’attico. Chi ha un nuovo garage e chi non riesce più ad entrarci con l’auto.
Il più delle volte gli errori sono di fattura tecnica, di progetto. Peccato che il Direttore Dei Lavori, colui che dovrebbe controllare sul cantiere che l’opera sia ben fatta, è quasi sempre la stessa persona che ha disegnato l’errore, per cui non va certo a controllare: mica può entrare in discussione con il progettista! Problemi che poi l’amministratore/ presidente dell’assemblea è costretto a verificare, controllare, ridiscutere con la realizzazione e con chi ha diretto i lavori per poi tornare al progettista che tutto serafico: NEGA. Forse un tetto agli incarichi di progettazione sarebbe stato necessario, forse un controllo, da chi è preposto a questo, sarebbe stato auspicabile almeno in quegli studi tecnici che più di altri sono diventati habitué della procura o del tribunale con innumerevoli ed interminabili contenziosi. Fatto sta, che molti continuano le loro pessime performance nelle assemblee, se non altro per il gusto di farsi rispettare una volta tanto.

E le ore passano, il caldo è insopportabile, il muro adiacente il parcheggio del condominio è pericolante dal sisma del 2009, ma il tecnico non se ne è accorto ed adesso il problema, a cantiere finito, è del condominio che probabilmente dovrà sborsare dei soldi per farlo riparare.

Il problema è farlo accettare ai presenti. Ma sti’ cazzo di ingegneri ndo’ si so’ laureati? … alla Radio Elettra o con i punti Mira Lanza? C’è un dubbio che ogni tanto mi assale: se la parcella dei tecnici è notevolmente elevata perché le prestazioni il più delle volte sono notevolmente scadenti? Adesso non posso permettermi di cercare una risposta, il condomino Tizio ha assalito il condomino Caio … urge un intervento per riportare la calma. MaB

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