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Sacci, tutelare salute e occupazione

di Nando Giammarini

E’, giustamente, alta  la tensione  in tutta l’ Alta Valle dell’ Aterno per l’utilizzo  nei forni del cementificio di Cagnano Amiterno   del  Css (Combustibile solido secondario), composto essenzialmente da plastica proveniente dai rifiuti differenziati. Ciò già a partire dal prossimo settembre.

All’ex  società Sacci, l’Amministrazione comunale di Cagnano Amiterno  ha sempre  riservato una grande attenzione  nell’ottica di   tutela  della forza lavoro  che  vive nel    territorio  e garantisce il giusto equilibrio tra le attività imprenditoriali e le attività comunali.

[Cementificio brucia rifiuti: i cittadini dicono No]

Ognuno nel rispetto del  proprio ruolo lavori per garantire la continuità dell’attività industriale – una delle poche rimaste nell’intera provincia dell’Aquila, tra l’altro alle prese con una crisi che compromette seriamente i livelli occupazionali – e   tuteli l’interesse dell’intera collettività. A partire dalla  difesa  della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente  in tutto il territorio ed in quelli limitrofi. Non è ammissibile, neanche lontanamente, che il gruppo Cementir Caltagirone –  attuale proprietario dell’ex cementificio Sacci di S. Giovanni di Cagnano Amiterno, dopo la scellerata manovra di riduzione del personale, nel cuore del cantiere più grande d’Europa, di cui una parte riassorbiti da una  ditta sub-appaltatrice che lavora nella cava –  inizi a bruciare rifiuti.

[Ex Sacci, lavoratori nel limbo]

La tutela della salute e dell’ambiente sono beni supremi di ogni cittadino e dell’intera collettività e non esistono accordi di alcun genere che possano derogarli. Sebbene in passato ci siano state, da parte dell’Amministrazione Comunale, prese di posizioni poco   chiare e per nulla sagge con dichiarazioni fuori tempo e fuori luogo come riportato  dal   protocollo d’intesa approvato dalla Giunta Regionale con delibera n. 732 del 11 Novembre 2014.   Tutto  fu  fatto in sordina e nel totale disprezzo delle più elementari norme di rispetto,  in spregio a qualsiasi cautela e trasparenza, non informando i cittadini dei territori interessati, il Consiglio comunale  né i Sindaci dei comuni limitrofi indirettamente  coinvolti. Acqua passata ma questa fu la posizione, lo ricordiamo per dovere di cronaca. Già allora la Regione per bocca dell’Assessore all’ambiente , Mario Mazzocca, si disse  disponibile a rivedere i termini dell’accordo sul cementificio di Cagnano Amiterno, alla luce delle osservazioni e delle legittime perplessità manifestate dai cittadini. Di ritiro immediato della delibera parlò Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci originario dell’Alta Valle dell’Aterno e anima ambientalista del territorio.

[Vertenza Cementir-Sacci: presidio dei lavoratori]

Ora, a distanza di 3 anni, si torna alla carica parlando di utilizzazione del CSS ed i cittadini sono sul piede di guerra.    Con loro tutti i Sindaci dell’Alta Valle dell’Aterno che temono sia stia spianando la strada per un   eventuale inceneritore nel prossimo futuro, senza tenere in alcun conto la salute  dei cittadini , pur di liberarsi dei rifiuti.  Si è costituito un comitato denominato Aterno Aria tra i cui promotori c’è  tra gli altri, la dott.ssa  Maria Fioravanti e tutti i primi cittadini dell’Alta Valle dell’Aterno i quali sostengono giustamente che su tutto si può trattare tranne su salute e ambiente  e senza le dovute garanzie, le tutele, e la necessaria sicurezza questo progetto è inaccettabile. Nonostante l’intervento del Sindaco di Cagnano, Iside De Martino, donna di cultura e d’intelletto nei cui confronti nutro stima e simpatia,   coadiuvata  dalla dottoressa Loredana Musumeci, ex dirigente dell’Istituto Nazionale di Sanità e  dal responsabile Ambiente e Sicurezza di Cementir –  le relazioni  non hanno convinto i cittadini. Gli stessi si sono detti amareggiati e delusi poiché esclusi da qualsiasi processo decisionale.  Lo stesso Sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio  pur ammettendo la regolarità della documentazione relativa alle autorizzazioni ed il fatto che il combustibile inquina meno del carbone ha dichiarato: ”  non vorrei che questo fosse l’inizio di un processo che porterà ad un altro sviluppo: sono vent’anni che in questa valle qualcuno sta tentando di realizzare un termovalorizzatore, che non è altro che un altoforno che brucia rifiuti. Se qualcuno ha in mente questo, se lo tolga dalla testa ”.  Sulla stessa lunghezza d’onda la dichiarazione di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale e presidente della II Commissione permanente  Territorio e Ambiente. “La mia posizione  è  solidale con quella delle amministrazioni e con le popolazioni di Cagnano, Capitignano, Pizzoli, Montereale, Campotosto e Barete. Il Css, composto proveniente dai rifiuti differenziati, oltre a essere dannoso rischia, vista la scarsa resa, di  aprire la strada in un futuro prossimo alla combustione di altri materiali, per non parlare addirittura dell’eventualità che rappresenti un prologo alla costruzione di un inceneritore”. Intanto si sta organizzando un’assemblea di tutti i comuni dell’Alto Aterno per decidere  una strategia comune di opposizione al folle progetto. Lo sviluppo  del nostro territorio, una delle zone più incantevoli dell’Abruzzo aquilano, passa attraverso la valorizzazione delle bellezze naturali e le tante risorse ambientali , lo sviluppo del turismo favorito anche dalla ciclovia recentemente  inaugurata ed in prossimità dei lavori per la superstrada L’Aquila – Amatrice, che collega due Regiponi: l’Abruzzo e il Lazio, di cui è stato appena appaltato un lotto   ed in procinto di partire anche un altro. In definitiva un fermo, secco, sereno NO all’uso del CSS nello stabilimento Cementir di Caganano Amiterno nel rispetto  della  salvaguardia e della salute dei cittadini dell’Alta Valle dell’Aterno

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