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I terremoti sulla costa Adriatica esistono

Che terremoti possono verificarsi sulla costa? Purtroppo anche medio-forti, come quello che generò lo tsunami che colpì il Gargano, lo spiega nei dettagli tecnici e scientifici il geologo Antonio Moretti nell’intervista video realizzata dal giornalista Gianfranco Cocciolone.

L’intera Italia è in movimento perché “gli Appennini si stanno spostando sui fronti esterni. La struttura in azione parte dall’Emilia con le pieghe ferraresi con i depositi di petrolio di Cortemaggiore, arriva ad Ancona quindi sul Conero, passa sulla Montagna dei Fiori quindi a Teramo e a Pescara dove ci sono vari giacimenti, poi arriva al Golfo Di Manfredonia e finalmente arriva in Calabria”.

Che terremoti possono fare sulla costa?

“Qui non abbiamo avuto storicamente grandi terremoti. Quello di Ancona di magnitudo 5 e mezzo, oppure i rilasci di energia in gran profondità. A Manfredonia invece nel 1627 abbiamo avuto un rilascio di energia importante che generò uno tsunami che ridusse a un’isola Il Gargano. Furono 5mila i morti a causa di onde fino a 5 metri. Gli intervalli temporali tra un terremoto e l’altro sono lunghissimi, ma dobbiamo tenere presente che questi fenomeni esistono e dobbiamo prepararci dal punto di vista organizzativo: predisporre quanto necessario, infatti se un evento del genere si verificasse ora con i camping della costa piena ci sarebbero oltre 5mila morti”.

Il mare si alzò fino a sommergere quasi tutto il Tavoliere delle Puglie e sfiorando la stessa Foggia.    Il Gargano da penisola fu ridotto dalla violenza dello tsunami quasi ad isola perché le acque del mare di fatto circondarono quasi tutto il Promontorio.
La fonte è il famoso “Catalogo dei forti terremoti in Italia dal 1461 a.c. al 1990 dell’Istituto Nazionale di Geofisica Italiano. Il sisma sul Gargano del 1627 ha avuto un’intensità massima (complessiva di diverse scosse) dell’X grado della scala Mercalli (per intenderci superiore a L’Aquila, all’Irpinia ed al Friuli), ha provocato la morte di molte migliaia di persone, ha causato fratture nel terreno, variazioni nel regime idrico delle acque sotterranee ed un forte maremoto lungo le coste della Puglia e del Molise. Le località più gravemente colpite furono Apricena, Lesina, San Paolo di Civitate, San Severo e Torremaggiore dove la maggior parte degli edifici crollarono.

Il terremoto e le estrazioni

“Non credo ci sia una conseguenza tra estrazioni ed energia rilasciata dalla terra. Questo lo escludo, ma mi soffermo sui danni che stanno creando le estrazioni di idrocarburi che stanno invadendo l’atmosfera”.

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