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Cinghiale causa incidente? Paga la Regione ma…

Si moltiplicano, soprattutto con l’arrivo delle temperature più miti, gli incontri ravvicinati con la fauna selvatica: cinghiali, in particolare, che potrebbero all’improvviso spuntare fuori dal bordo della strada e causare incidenti.

E’ successo a molti: dalle frazioni aquilane ai paesi del circondario, il nostro territorio pullula di cinghiali e a farne le spese sono spesso gli automobilisti e, ovviamente, gli animali.

Ma in caso di sinistro stradale causato dal cinghiale, chi paga i danni?

Responsabile del risarcimento è la Regione: ma solo in alcuni determinati casi nei quali si riesca a provare che l’ente – che fra le sue competenze ha quella di vigilare sulla fauna selvatica – non ha fatto nulla per evitare l’incidente. Ovvero, non sia presente segnaletica verticale che indichi il pericolo, non vi siano catarifrangenti o altri segnali.

Ci aiutiamo, per capire meglio in quali casi la Regione possa essere chiamata in causa, con una sentenza del Giudice di Pace di Lanciano del 2016 (ringraziamo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per il contributo)

Il magistrato onorario Miriam Avagnano, con complessa e puntuale motivazione, rilevato che nella fattispecie il sinistro era avvenuto su una strada statale in un tratto in cui risultava mancante la segnaletica di pericolo di attraversamento di animali selvatici, ha riconosciuto all’automobilista quasi 3.500 euro di risarcimento in base alle fatture del meccanico e del carrozziere. Il giudice di pace ha ritenuto fondanti i rilievi e le foto allegati al rapporto degli agenti del Corpo Forestale dello Stato intervenuti nell’immediatezza sul luogo dell’incidente dai quali emergeva che sull’asfalto non vi era nessuna traccia di frenata e nell’abitacolo l’airbag non si era aperto, a comprova del fatto che il veicolo non correva ma si era trovato all’improvviso innanzi il cinghiale, la cui carcassa era stata trovata  ai margini della carreggiata. Peraltro, ai bordi della statale risultano carenti anche i catarifrangenti a riflesso direzionale che possono impedire l’attraversamento dell’animale selvatico. L’automobilista è riuscito a provare il nesso causale fra l’improvviso attraversamento del cinghiale e l’evento di danno. Non risulta invece che la Regione abbia delegato alla Provincia di provvedere al risarcimento dei danni nei sinistri provocati dagli animali selvatici, come invece ha fatto per quelli cagionati alle produzioni agricole e agli allevamenti. L’amministrazione, quindi, ha omesso di adottare tutte le misure idonee a evitare il fatto dannoso (peraltro prevedibile perché in zona è in atto un ripopolamento degli ungulati) e deve rispondere della condotta colposa secondo i dettami dell’articolo 2043 del codice civile.

Diverso il caso, invece, che riguarda i danni da fauna selvatica alle coltivazioni: per quell’aspetto, responsabile è la Provincia ma con tempi e modalità assolutamente da rivedere. Una pecora sbranata dai lupi, ad esempio, vale solo 7 euro e il risarcimento arriva dopo anni: la storia era stata raccontata a Il Capoluogo da una allevatrice della provincia di Chieti [La beffa degli indennizzi: una pecora sbranata vale  7 euro]

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