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Teatro Amiternum, crocevia internazionale

di Francesca Marchi – Pietre e Memoria
E’ tutto fermo ad Amiternum, nessun archeologo e nessuno scavo in corso.
Il sito archeologico, tra i più belli e suggestivi d’Abruzzo, è aperto ai turisti tutti i giorni.
Il Teatro e l’Anfiteatro riportati solo in parte alla luce sono un groviglio di emozioni e aspettative.
In visita turisti messicani accompagnati da Gianfranco Consorte, che qui è più di un custode.
Da 35 anni ammira la ricchezza dei particolari costruttivi e i contesti urbanistici che fanno pensare “a una città grandiosa”.
Una villa di 5 mila metri quadri, altre due strutture, la piscina sono tra le ultime scoperte dei tesori di Amiternum.

amiternum maggio 2017

“Capita puntualmente di fare delle scoperte, fare sondaggi e ricoprire quanto emerso” – spiega Consorte.
“I resti sotto terra restano intatti per duemila anni e rischiano di deteriorarsi all’esterno in pochi anni.”
“Conservare costa più che scavare”.

amiternum maggio 2017
amiternum maggio 2017

“Gli archeologi tedeschi dell’università di Colonia hanno fatto un lavoro importante. Sono stati efficienti e puntuali. hanno scavato in quest’area per sette anni, che in realtà corrispondono a sette mesi. Il loro progetto prevedeva la loro presenza un mese all’anno”.

amiternum maggio 2017

“La piscina rinvenuta è in asse con questo stradone lungo 12 metri e con il teatro, questo mi fa pensare che ci sia un’altra piscina, identica e parallela alla prima. Abbiamo pensato si trattasse di un piscum per la presenza importante di ami di bronzo”.

Tutto il materiale rinvenuto è a un metro e settanta di profondità: in uno dei sondaggi della villa hanno trovato una statua di marmo, un nudo artistico greco, probabilmente apparteneva al padrone di casa.

amiternum maggio 2017

“Un viso di un uomo di mezza età su un corpo giovanile. Una sorta di photoshop d’altri tempi”.
La statua per motivi di sicurezza è esposta a Chieti.

amiternum maggio 2017

L’atrio della villa era in pietra rossa, la pietra tipica di san Vittorino che troviamo anche sulla facciata della Basilica di Collemaggio. Anche il castello Cinquecentesco possiede dei materiali provenienti dal Teatro.

amiternum maggio 2017

Il sito del Teatro di Amiternum custodisce anche altri tesori: le cornici che giravano attorno al tempio di Forcona, rinvenute nel 1973 durante lo scavo di una casa privata, e i tubi appartenenti alla torre del Torrione.

88 metri di diametro colmi di particolari costruttivi che danno vita a una acustica preziosissima.
C’è un punto preciso in cui basta parlare con voce moderata per avere l’effetto di un microfono.

amiternum maggio 2017

Gli spettatori che si trovavano nelle file più alte della gradinata riuscivano a distinguere in maniera netta la voce degli attori, che parlavano a circa 20 metri più in basso, anche se privi di microfono. Questa acustica è eccezionale grazie alla particolare disposizione delle pietre con cui sono state fatte le gradinate, disposte leggermente in obliquo in modo tale da respingere e far risuonare ulteriormente la voce di chi parla sulla scena del teatro.

La particolarità degli archi e delle mura: opus reticulatum e opus quadratum che si caratterizzano per la loro resistenza.

“Il Teatro e l’Anfiteatro non hanno avuto alcun danno dopo i terremoti”.
Ma le scosse dello scorso gennaio hanno causato molte disdette da parte di gruppi di turisti: “La gente aveva paura”.
“In condizioni normali abbiamo spesso delle visite e ci tengo a sottolineare che non siamo aperti solo il sabato e la domenica, ma tutti i giorni”.
“Spesso ai turisti danno informazioni sbagliate: vengono mandati all’Hotel Amiternum, cosa differente da un sito archeologico”.

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