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Ponti che crollano, i timori degli aquilani

Viadotti e cavalcavia crollati negli ultimi anni sono lo specchio di un’Italia che affonda dal punto di vista delle infrastrutture.

Una rampa di collegamento del viadotto della tangenziale di Fossano, nel Cuneese, proprio oggi è crollata sulla strada sottostante. Distrutta un’auto dei carabinieri, che stava effettuando un posto di blocco.

Tutti illesi, questa volta.

autostrada

Intanto in redazione, e non solo oggi, arrivano segnalazioni di lettori che armati di telefonino fotografano la situazione dell’autostrada A24 in zona Est.

Paura e rabbia visti i costi dei caselli che aumentano ogni gennaio.

” 2 anni fa furono fatti i lavori per i piloni. Ora la parte superiore si trova in questo stato. Non è l’unica parte dell’autostrada danneggiata. Non è ammissibile considerando quanto costa viaggiarci!”

A cosa sono dovuti i crolli?

La miscela di cemento, acqua , sabbia e ghiaia che viene “armata” con sbarre di ferro e acciaio è un’invenzione recente. Infatti i ponti crollati, almeno negli ultimi due anni, sono stati costruiti negli anni ’90. Ma c’è un ma sul calcestruzzo: nessuno sa quanto dura. Il punto è che i manufatti in calcestruzzo più antico risalgono soltanto a un secolo e mezzo fa, dunque nessuno può sapere quanto resteranno in piedi.

Lascia pensare gli automobilisti anche la chiusura del ponte di recente realizzazione che dalla superstrada conduce alla via Mausonia per – come riferisce l’Anas – consentire lo svolgimento di verifiche tecniche.

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