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In sette per la fascia tricolore

Il cerchio è (quasi) chiuso: con il riconoscimento ufficiale della lista che fa capo al MoVimento 5 Stelle da parte della Casaleggio Associati, salgono a 7 i candidati a sindaco della città dell’Aquila per le prossime consultazioni elettorali di giugno.

Nel giro di pochi giorni, e non in maniera del tutto pacifica in alcuni casi, si è dissolta la nebbia sui contendenti alla fascia tricolore: ultimo, in ordine di tempo, l’avvocato Fabrizio Righetti che, con 19 voti a fronte degli 11 raccolti dallo sfidante e collega Fausto Corti, è stato scelto dai militanti pentastellati come candidato a sindaco per il MoVimento 5 Stelle aquilano. In settimana la presentazione, in una conferenza stampa ufficiale. La concessione del simbolo, come Il Capoluogo aveva già spiegato, non era cosa da poco, viste le frizioni fra i MeetUp aquilani: ma alla fine è arrivata.

La settimana santa è stata quella che ha visto il centrodestra riunirsi, dopo anni, attorno ad un unico candidato: si tratta di Pierluigi Biondi, ex sindaco di Villa Sant’Angelo, candidato dapprima per Fratelli d’Italia e poi incoronato dalla coalizione composta da Noi con Salvini – con il già candidato Luigi D’Eramo che ha fatto un passo indietro proprio per garantire l’unione del centrodestra a queste elezioni e il compimento di un progetto a lungo termine –  e da Forza Italia. In settimana, anche qui, l’incontro con la coalizione allargata e rappresentanti locali e regionali delle forze in campo: un tavolo pubblico rimandato dalla settimana scorsa in attesa, proprio, di decisioni ufficiali di Forza Italia. E’ stata la compagine di Berlusconi quella maggiormente in bilico: tra voci di corridoio e candidature lanciate e rispedite al mittente – da Bertolaso a Bergamotto – è arrivato poco prima di Pasqua il via libera da Nazario Pagano alla convergenza su Biondi.

Erano da poco passate le 23 di lunedì 12 quando è arrivata, invece, la proclamazione ufficiale di Americo Di Benedetto a candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra. Presidente di Gran Sasso Acqua, ex sindaco di Villa Sant’Angelo – con una simbolica e viscerale appartenenza subequana che unisce lui a Biondi – è uscito vincitore da un duello all’ultimo sangue con Pierpaolo Pietrucci, da molti dato già come candidato sindaco ancor prima delle primarie: così non è stato, con più di qualche punta di veleno che si è palesata nelle ore immediatamente successive all’elezione. ‘Sono stato lasciato solo, anche dal PD‘ ha detto Pietrucci, che aveva contro gran parte del partito e che di fatto con i suoi oltre 4700 voti ha riconfermato il risultato personale, andando anche oltre il numero di preferenze ottenute all’Aquila per l’elezione a consigliere regionale. Sorrisi e abbracci di distensione sono poi seguiti nei giorni successivi, con l’accordo siglato dai due, nel segno di una “nuova fase di rinnovamento”.  Terzo, Lelio De Santis con un bagaglio personale di 600 voti: non pochi, considerando le forze in campo.

Due le donne in campo. La prima, Carla Cimoroni, è la candidata per la lista civica L’Aquila Chiama, unione di Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo, rappresentate nella presente consiliatura da Ettore Di Cesare e Vincenzo Vittorini.“Non mi candido per inseguire sogni di carrierismo, la mia passione civica è sempre stata forte” ha dichiarato Cimoroni alla stampa, “ho alle spalle un gruppo composto da persone di cui mi fido ciecamente, se sarò eletta il mio operato avrà come punti fermi la sicurezza, in particolare quella delle scuole, ed il rilancio dell’economia locale”.

L’altra è Claudia Pagliariccio: la sua candidatura è stata presentata al termine della manifestazione nazionale di Casa Pound lo scorso 25 marzo. “Lo farò con onestà, trasparenza e passione. Per il nostro popolo che non merita un’amministrazione così ipocrita che ricorre alle parole Territorio, Identità, Tradizione e Tutela del Popolo solo in campagna elettorale. Non ci accontentiamo di compromessi e contentini” disse in quell’occasione.

Fuori da apparentamenti e coalizioni c’è anche Giancarlo Silveri, ex manager ASL, candidato con la lista civica Riscatto Popolare. “Ho accettato l’invito per offrire agli aquilani la possibilità di scegliere una persona di salda formazione manageriale, maturata sia nel settore privato che in quello pubblico, con un bagaglio di esperienza politica e di amministratore in importanti Comuni” disse nel presentare la propria candidature. Silveri tira dritto anche dopo la riunificazione del centrodestra e nonostante l’appello all’unità fatto dallo stesso Biondi pochi giorni fa.

Infine, c’è l’ex vicesindaco dell’Aquila Nicola Trifuoggi: da tempo si parlava di una sua candidatura in una coalizione composta perlopiù da liste civiche. Pochi giorni fa, l’annuncio: l’ex Procuratore della Repubblica sarà sostenuto nelle prossime elezioni dal gruppo aquilano dei civatiani di ‘Possibile’. “Saremo componenti di una coalizione in grado di offrire una reale alternativa a quella che è stata la guida amministrativa del capoluogo di regione degli ultimi 10 anni, cambiando prospettiva ed esprimendo una possibilità concreta già al momento del voto del prossimo 11 giugno”, dice il gruppo in una nota.

Sette: è il numero perfetto, dunque. Forse. Perchè, anche se in realtà sono pochi i margini di manovra, pare che a sinistra ci sia del movimento: Rifondazione Comunista ha chiamato a raccolta le forze civiche per creare una alternativa a centrodestra e centrosinistra. Il riferimento è a L’Aquila Chiama e alla coalizione di Trifuoggi: ognuno faccia un passo indietro per farne due avanti. E’ parafrasato così, in un comunicato, l’intento di riunione di Rifondazione Comunista. Pochi, dicevamo, i margini visto che i due candidati in questione pare intendano andare avanti per la loro strada: difficile che Rifondazione scenda in campo da sola con un proprio candidato – presumibilmente Enrico Perilli.

Ma in questa corsa alla fascia tricolore mai dire mai.

(e.f.)

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