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Uova di Pasqua e sorrisi ai bambini di pediatria

Nel giorno della festa più importante della cristianità, sono tante le iniziative che a L’Aquila, come nel resto dell’Italia, cercano di regalare un sorriso a chi è in difficoltà. Se poi chi le organizza soccorre il prossimo per mestiere, non può che venir fuori qualcosa di speciale.

motoclub vvf

Stiamo parlando del Motoclub dei Vigili del Fuoco del comando provinciale dell’Aquila, che questa mattina ha donato dolci uova di Pasqua ai bambini del reparto di pediatria del San Salvatore.

Il Motoclub è un’associazione nazionale che nacque quando dei Vigili di Perugia, appassionati di motociclismo, organizzarono spontaneamente il primo motoraduno per trascorrere delle ore in allegria, lontani da disastri e calamità naturali; oggi, tra soci e sostenitori, conta oltre mille iscritti in tutti Italia.

«Il motoclub da noi ha avuto alterne vicende: eravamo rimasti veramente in pochi e grazie al lavoro amministrativo di Franco Catonica e Agostino Spezza, questo motoclub è riuscito ad andare avanti anche con pochi iscritti, fino a che da qualche anno a questa parte abbiamo rimesso un po’ in moto – nel vero senso della parola – tutto quanto e quest’anno contiamo trenta iscritti» racconta al Capoluogo Francesco “Ciccio”Attanasio, vigile del comando dell’Aquila.

Al di là della comune passione per il motociclismo, ogni piccola sezione può sviluppare dei progetti: «Quest’iniziativa nasce da una sinergia tra noi e Carrefour: grazie a un nostro amico biker che lavora lì, già dall’anno scorso si instaurò un contatto con il direttore dell’epoca, per cui abbiamo fatto insieme questo percorso: Carrefour regala e noi portiamo».

Una grande gioia per i bambini, che la prima volta di certo non si aspettavano questa sorpresa: «L’anno scorso è andata molto bene: abbiamo portato le uova ai bimbi che sono stati contentissimi, lo dico con sincerità, non se l’aspettavano. Mentre stavamo andando via, purtroppo è entrata una bambina che aveva avuto una piccola distorsione e si era rovinata la Pasqua: così così le abbiamo regalato un uovo che era rimasto, facendo contente sia lei che la mamma».

«Spero che questa cosa continui ogni anno – confida Ciccio – perché fa parte di un sistema di attenzione ai bisogni degli altri che è proprio del nostro corpo nazionale».

 

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