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L’Aquila, sperimenterà il 5G

L’Aquila tra le cinque aree metropolitane d’Italia prescelte che testeranno il 5G. Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera.

Sono queste le cinque città che faranno da apripista alla sperimentazione sul 5G. «Sarà una sperimentazione pre-commerciale e nell’ultimo anno (2020) sarà possibile fornire il servizio a utenti solo fino all’1% della popolazione residente sull’area interessata con l’obbligo di comunicare la natura sperimentale del servizio agli utenti, previa informativa al Ministero dello Sviluppo economico». È quanto si legge, sul sito del Mise, all’interno dell’avviso pubblico relativo ai progetti per la sperimentazione del 5G.

Una svolta tecnologica che rappresenta molto più di un upgrade del 4G, la telefonia mobile di ultima generazione la cui copertura in Italia raggiunge l’86% delle abitazioni in media.

Il 5G rappresenta un punto di svolta per la trasmissione “superveloce” di dati in mobilità. Si parla infatti di una tecnologia che dovrebbe consentire una velocità di 20 Gigabit al secondo in download e tempi di latenza di 4 millisecondi. Nel suo Action Plan per il 5G la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. «Vogliamo essere nel gruppo di testa. L’Italia – spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – accetta la sfida europea ed anzi rilancia. In queste 5 città italiane mettiamo a disposizione le frequenze e chiediamo agli operatori interessati e a quanti vogliono con noi scommettere sul futuro di presentare i loro progetti. Il pubblico fa per intero la sua parte e chiediamo ai protagonisti del mercato di fare la loro creando business e opportunità che concorrano a far crescere l’Italia».

Le città, come si legge in una nota del Mise, sono state selezionate sulla base dei criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connessione ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3.700-3.800 MHz. Questo per quanto riguarda Milano, Prato (con il suo distretto industriale) e Bari. In aggiunta ci sono L’Aquila (in fase di ricostruzione, con un grado di cablatura ovviamente notevole) e Matera (che sarà capitale europea della cultura nel 2019). Possono partecipare al bando operatori tlc, ma anche Università, enti e centri ricerca, imprese e pubblica amministrazione.

Le domande potranno essere presentate entro il 15 maggio e i progetti saranno selezionati entro fine luglio per questa sperimentazione che durerà fino al 2020, anno in cui con la liberazione delle frequenze a 700 MHz prenderà il via concretamente il 5G in Europa. Al di là dell’uso delle frequenze 3.700-3.800 MHz, le frequenze “madre” per il 5G saranno proprio quelle appartenenti alla banda 700 MHz che i broadcaster televisivi dovranno abbandonare entro il 2020. Proprio ieri il Parlamento europeo e la Commissione Ue con una decisione comune hanno definito i criteri di liberazione della banda 700 MHz. Gli stati membri dovranno presentare i loro piani nazionali di attuazione entro il 30 giugno 2018 e potranno far slittare la scadenza di realizzazione al 2022 solo per “motivi debitamente giustificati”.

L’Italia è in questo senso a rischio, soprattutto per i problemi di interferenze con i paesi confinanti cui comunque il Mise ha posto rimedio con un piano di switch off completato alla fine del 2016. Con la sperimentazione del 5G nelle 5 città italiane il governo punta ora a riportare l’Italia nel gruppo di testa dei Paesi europei.