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Palazzo Cappelli, dopo 8 anni tetto ancora sfondato

Di anni, dal terremoto del 2009, ne sono passati quasi otto e il tetto di Palazzo Cappelli, maestoso edificio di San Demetrio, è ancora sfondato.

E’ triste constatare come uno dei simboli del paese, che si staglia per importanza a mezzo colle per chi viene in paese dall’Aquila, giaccia nel più totale abbandono. Negli anni ’50 il Palazzo, già dei Marchesi Cappelli, fu donato alla Curia aquilana e dopo un ulteriore passaggio all’ordine dei Rogazionisti fino al 1978, è tornato in mano alla Curia del capoluogo.

palazzo cappelli

La foto del tetto sfondato fa rabbia ai cittadini di San Demetrio: d’altro canto, dicono, bastava una semplice messa in sicurezza, al limite un semplice telone per evitare 8 anni di raccolta di piogge.

Chiediamo che la Curia e il Segretariato Beni Regionali almeno pongano riparo alle infiltrazioni di acqua in attesa di un recupero di questo stupefacente Palazzo signorile.

Non è purtroppo il primo caso di edificio – di pertinenza della Curia – lasciato nell’abbandono nel post sisma a San Demetrio. Due settimane fa vi avevamo mostrato le fotografie della chiesa dell’Annunziata, con finestre rotte, andirivieni di piccioni e gli interni ricoperti di guano e sporcizia.

La storia

Il Palazzo dei Marchesi Cappelli di Torano, una delle più prestigiose famiglie che ha onorato la terra d’Abruzzo, si staglia nella sua grandezza e importanza a mezzo colle per chi viene in paese dall’Aquila. Ci narra della importanza di questa famiglia, il cui toponimo è presente in molte aree della montagna aquilana.

Il suo più illustre discendente fu il Senatore Raffaele Cappelli, ex ambasciatore e Ministro dell’Agricoltura agli inizi del ‘900 cui si deve non solo la riforma agraria – che introdusse la distinzione tra grani duri e grani teneri – ma anche un tipo di farina, chiamata appunto la farina senatore Cappelli: una creazione del grande genetista e agronomo reatino Nazareno  Strampelli risalente al 1915. Farina che oggi va tanto di moda e che è stata fortemente rivalutata in una epoca di intolleranze alimentari e celiachia. Il palazzo fu donato dai marchesi Cappelli alla Curia: il loro Casato è estinto.