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Regione, RSA Montereale ed ex Onpi: in mezzo aspettano lavoratori e ospiti

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Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl e Nursind esprimono forte preoccupazione per la difficile situazione in cui versano i lavoratori della RSA di Montereale. Ancora oggi i sindacati sono in attesa di comunicazioni da parte della Regione Abruzzo per quanto concerne le autorizzazioni al trasferimento degli ospiti all’interno della struttura ex Onpi.

Il trasferimento degli ospiti all’ex Onpi è una condizione necessaria a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e reddituali, inoltre si ricorda che tutti i lavoratori sono collocati in assegno ordinario tramite il Fondo di Integrazione Salariale, con la conseguente diminuzione dei propri redditi di diverse centinaia di euro mensili.

Non riusciamo a comprendere i ritardi della Regione Abruzzo, nello specifico della Direzione sanitaria di Pescara, per le autorizzazioni al trasferimento degli oltre 50 ospiti, con la conseguente ripresa lavorativa di tutte le maestranze della cooperativa Quadrifoglio.

Attualmente gli ospiti sono assegnati a una struttura privata e la necessità, condivisa da tutte le parti sociali, istituzionali e dalla stessa Asl, è il passaggio da una struttura pubblica a un’altra struttura pubblica, con la finalità di riattivare nel più breve tempo possibile la RSA di Montereale.

Le parti, che si sono incontrate il 13 marzo presso la Asl dell’Aquila, hanno concordato di convocare un tavolo in Regione Abruzzo con l’obiettivo di definire l’iter burocratico necessario alla ripresa dell’attività lavorativa. Se neppure in quella circostanza saranno definite le predette procedure, da parte della Regione Abruzzo, le organizzazioni sindacali porranno in essere tutte le azioni necessarie, ivi compresa la mobilitazione dei lavoratori, al fine di accelerare la ripresa delle attività lavorative, che dovrà avvenire comunque entro il termine di scadenza degli ammortizzatori sociali, cioè il 31 marzo 2017.

Infine è utile sottolineare che tali ritardi stanno comportando una duplice spesa per la finanza pubblica, che da una parte retribuisce il servizio affidato a una struttura privata, e dall’altra garantisce, tramite l’ammortizzatore sociale, un reddito ai lavoratori. Eppure basterebbe attivare il servizio presso la struttura pubblica ex Onpi per ricollocare a lavoro gli oltre 50 dipendenti che per anni hanno garantito tale prestazione.

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