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Primarie, l’assemblea incorona i prescelti

di Roberta Galeotti

Si avvicina l’assemblea del Partito Democratico Aquilano che, oggi pomeriggio alle 17:30, decreterà i candidati delle Primarie di Coalizione, che di coalizione più non sono.

Aspettiamo, infatti, l’ufficializzazione delle candidature da parte dell’assemblea, «Se non ci saranno colpi di scena dell’ultimo minuto, i nomi che dovrebbero uscire dall’assemblea di oggi, saranno Americo Di Benedetto e Pierpaolo Pietrucci» ha detto al Capoluogo il segretario aquilano Stefano Albano.

«La segreteria voleva delle primarie importanti – ha aggiunto Albano – per mobilitare molte persone e compattare la coalizione, con Pierpaolo e Americo abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Domani convocheremo la coalizione per approvare il manifesto ed il regolamento delle Primarie che si terranno o il 2 o il 9 aprile, la data sarà decisa questa sera».

Il sindaco Massimo Cialente potrebbe, a sorpresa, riaprire la partita, appoggiando con un accordo politico solido, il nome di Carlo Benedetti, che troverebbe il supporto di molti degli amministratori comunali di lungo corso.

«Il presidente del Consiglio Comunale, Carlo Benedetti, ad oggi non ha sciolto la riserva – ha dichiarato l’assessore Maurizio Capri -, Cialente e la Pezzopane potrebbero riaprire i giochi».

Pierpaolo Pietrucci è stato incoronato candidato sindaco all’indomani di una riunione del ‘direttorio aquilano’, certamente sponsorizzato da Lolli, deciso a rimanere in Regione.
Resta difficile pensare che Pietrucci fosse l’unico candidato su cui il Pd aquilano potesse contare, considerata la vasta platea di nomi tra assessori e consiglieri su cui ci si poteva orientare.

La candidatura del bel consigliere dell’Alto Aterno costerebbe cara a questa città.

Pietrucci, unico consigliere regionale aquilano, infatti, dimettendosi dal Consiglio farebbe entrare il primo dei non eletti, cioè Giovanni D’Amico, ex sindaco di Morino ed ex assessore regionale nella Giunta Del Turco, ora scritturato nella segreteria del presidente del Consiglio Regionale, il marsicano Peppe Di Pangrazio.

La segreteria aquilana che, proprio nell’ultima competizione elettorale si era compattata per arginare l’impatto dei fratelli marsicani Di Pangrazio sul capoluogo, dove Gianni, il sindaco di Avezzano, aveva per anni svolto il cruciale ruolo di direttore generale della provincia.
Il Pd aquilano ha fatto convergere ben 7000 preferenze sul candidato Pietrucci, tagliando le gambe ad un secondo possibile consigliere (con 3000 preferenze ciascuno, sarebbero entrati in due) ed oggi lascia che l’unico rappresentante aquilano si dimetta per un marsicano. L’unico blindato, dei due aquilani in Consiglio Regionale, perchè eletto dal popolo, mentre il vice presidente Lolli potrebbe essere deposto dal presidente D’Alfonso in qualunque momento, con un semplice atto che gli ritiri le deleghe.
Questa scelta appare un chiaro segnale di un accordo politico che va ad interessare ben altre sfere, a discapito del bene della città.

Il più grande cantiere d’Europa, deve scegliere il nuovo faraone, grandi interessi sono in gioco.

Nelle strane logiche politiche del Pd le primarie sono da sempre l’occasione in cui nuovi candidati si pesano e vengono incoronati nuovi interlocutori politici.

Vittorio Sconci, Vittorio Festuccia o Vito Albano, nelle primarie del Pd non c’è mai un vero perdente. Il candidato sconfitto, assurge ad interlocutore della nuova corrente politica.

«Nelle ultime settimane sono stato corteggiato da molti rappresentanti politici del mio partito – ha spiegato il giovane consigliere comunale di Paganica, Stefano Palumbo – che mi hanno incentivato a partecipare, ma non credo che sia il momento giusto. Il quadro che contorna queste primarie è opaco, in un clima di faide interne». Non è questo il momento di scendere in campo per giocarsi la direzione di una nuova area politica, tra scissioni e ricostruzione meglio attendere altre occasioni.

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