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Regione frettolosa e svogliata

Di tutto un po’: dai sassolini nelle scarpe di D’Ignazio ai rinvii, continui e di mesi, di Interrogazioni importanti come quella sullo stato della ricostruzione delle case popolari dell’Aquila. Si pensi che sono in discussione Interrogazioni vecchie quasi di un anno.

Filo conduttore, la fretta di concludere una seduta di consiglio regionale che vede pochissimi consiglieri in Aula, tanto da non capire bene perché sia stata convocata proprio in questa data: fra le altre, l’assenza di diversi componenti di maggioranza e opposizione per una missione culturale in Canada, ivi compreso l’Assessore Di Matteo.
Il pensiero è altrove: a Roma si stanno discutendo gli emendamenti al decreto sisma, in un incontro al quale partecipano i consiglieri forzisti Sospiri e Gatti. Gli agricoltori e allevatori colpiti duramente dal terremoto e dall’emergenza maltempo manifestano a Montecitorio, con animali al seguito. Anche il Presidente D’Alfonso, appena terminata la seduta, andrà a Roma.

Ma nel frattempo, in consiglio si cerca di portare a casa qualcosa.

consiglio regionale, seduta 7 marzo

Unica notizia, se possibile, quella legata alla presa di posizione del consigliere D’Ignazio che nei giorni scorsi ha ricevuto una delega alle attività produttive dei territori colpiti dal sisma: un incarico che, anche se non si è maliziosi, è stato visto come un modo per tenersi buono il consigliere teramano di NCD, visti gli equilibri precari della maggioranza. E’ lo stesso D’Ignazio che chiede al Presidente D’Alfonso se si tratti di una delega formulata con la precisa intenzione, politica, di rafforzare la maggioranza, presupponendo un passaggio del consigliere al centrosinistra.
“Se è così, mi ritrovo costretto a declinare l’invito perché sto all’opposizione: ma che sia costruttiva e responsabile, non populista” dice. E qui, l’affondo verso i propri colleghi di opposizione, soprattutto Gianni Chiodi: “mi aspettavo un comportamento diverso dall’ex Presidente Chiodi: quando era in difficoltà ho sempre agito per difenderlo. Non è stata fatta la stessa cosa per me né nella sfera politica né personale” chiosa D’Ignazio, parlando di continue voci di corridoio che hanno mancato di rispetto alla sua persona. “Non mi presterò mai ad essere utilizzato. Faccio il bene del territorio.”

La seconda nota dolente è quella che riguarda la ricostruzione delle case popolari aquilane: presenti in sala diversi inquilini. Ma non se ne parla e il punto viene, per la terza volta, rinviato vista l’assenza dell’Assessore competente Di Matteo: poco conta il fatto, sottolineato da Pettinari, che sia presente il Presidente D’Alfonso: “Gli assessori sono delegati ma chi ha responsabilità è il Presidente della Regione. È lui che è il capo dell’amministrazione regionale. Prima che iniziasse la seduta mi ha detto che sarebbe stato lui a rispondere. Perché vi volete sottrarre dopo sei mesi?”

Finisce così, dopo appena 45 minuti di lavori, un consiglio regionale che non passerà certo alla storia come il più produttivo degli ultimi tempi.

(e.f.)

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