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Case popolari, è ancora 6 aprile 2009 fotogallery

di Eleonora Falci

I lampadari oscillano vistosamente, sferzati dalle folate di vento in questo grigio pomeriggio di marzo. Alcuni panni sono ancora stesi: le tende sventolano e svolazzano dalle finestre spalancate.

case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado

Le imposte sono saltate, alcune penzolano parallele alle crepe sui muri esterni. Si intravedono pezzi di vita: armadi aperti, sedie, scaldabagni.

Per le case popolari di via Amiternum, Via San Sisto e Santanza, di Valle Pretara, al Torrione, a Cansatessa, a Preturo, a San Gregorio, per gli ex Incis di via XX Settembre e via Panfilo Tedeschi – a due passi da San Bernardino – è ancora 6 aprile 2009.

case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado

Fra i palazzi ricostruiti dai tenui colori pastello e tra le gru che svettano ci sono edifici totalmente squarciati dal terremoto, abbandonati e lasciati nel degrado: qualora non lo ricordassimo, ci pensano loro a farci tornare in mente cosa è stata la notte del 6 aprile.

Ora le reti arancioni sono divelte, l’immondizia e i sanitari sono ovunque. Le porte sono spalancate, con tracce di vita più o meno recenti.

case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado

Quanto ancora durerà lo stallo nella ricostruzione delle case popolari? Difficile a dirsi. Tanto più che alle parole e alle promesse fatte negli anni – e ne sono passati ben otto – non sono seguite le azioni.

Ci ha provato oggi il consigliere regionale cinque stelle Domenico Pettinari a portare, per la terza volta in pochi mesi, la questione nell’aula consiliare: altrettante volte la discussione è stata rimandata. Il motivo di oggi era l’assenza dell’Assessore delegato Donato Di Matteo. “Gli assessori sono delegati ma chi ha responsabilità è il Presidente della Regione. È lui che è il capo dell’amministrazione regionale” obietta Pettinari, in un intervento sottolineato dagli applausi dei tanti inquilini di case ERP presenti all’Emiciclo. Nulla da fare. E si continua a restare nel limbo.

Manca un preciso cronoprogramma per la ricostruzione di queste abitazioni, nelle quali risiedevano oltre 1000 famiglie: “speravamo in un provvedimento regionale che equiparasse gli affitti pagati dagli assegnatari ERP a L’Aquila in seguito al terremoto a quelli sociali pagati nel resto della Regione, ai sensi della L.R. 26/ e su tali temi ci aspettavamo, finalmente, precise risposte finanziarie e temporali” dice il Coordinamento ricostruzione edilizia residenziale pubblica, in una nota. Ma così non è stato.

Coinvolti, con diverse competenze, Comune, Ater e Regione Abruzzo. I soldi promessi dovrebbero venire dal CIPE: ma di questa delibera, della quale si parla come prossima all’uscita già nella seconda parte del 2016, non vi è traccia.

case popolari: abbandono e degrado
case popolari: abbandono e degrado

E si resta nel limbo: quello del 6 aprile 2009.