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L’Alto Aterno riparte… dall’amore

di Nando Giammarini

Diceva Sofocle : “L’opera umana più bella è essere utile al prossimo”. Di ciò ne sono pienamente convinti il mondo dell’associazionismo e del volontariato – coadiuvato dalle migliori energie, quelle giovanili portatrici di entusiasmo altruismo e voglia di fare – che da sempre hanno svolto un grande ruolo socio-culturale al servizio del Paese soprattutto nei momenti di maggiore criticità.

Penso ai vari terremoti susseguitisi negli ultimi anni in Abruzzo, all’Aquila e nell’Alto Aterno, oltre che in altre Regioni limitrofe quali il Lazio, l’Umbria, le Marche che hanno visto l’intervento spassionato di tanti giovani, riuniti in varie associazioni, pronti a collaborare in tutti i modi pur di portare aiuto vero o una semplice parola di speranza.

Ed esattamente di questo si stanno occupando i soci dell’Associazione “l’ Ordine di Capitonius” un gruppo di ragazzi i cui percorsi di vita sono dislocati tra Montereale e Capitignano.

Per sapere da quali sentimenti sono animati, essendo impegnati in prima linea su diversi fronti in questa drammatica situazione tra terremoto e recenti, forti, nevicate ho intervistato Franco Gabriele Nicolai. Egli – presidente dell’Associazione che sta realizzando un’ ambiziosa iniziativa a livello internazionale volta a favorire la ricostruzione dell’Alto Aterno – ha accettato volentieri di rispondere alle mie domande.

Presidente, come nasce e perchè l’idea di questa importante Associazione che tanta parte ha in difesa del patrimonio artistico – culturale e lo sviluppo ecocompatibile del territorio?

L’associazione nasce romanticamente al termine dell’estate del 2015 dopo una manifestazione privatamente da noi organizzata per valorizzare i monumenti più antichi e pregiati del nostro territorio. L’evento riuscì, e allora ci siamo chiesti: perché non osare di più e provare a portare un vento di innovazione e di cambiamento nelle nostra troppo statica zona? L’amore per i luoghi in cui siamo nati e in cui molti di noi hanno le proprie radici è stato certamente il movente primordiale.

Di fatto, come funziona in concreto l’Associazione e come si sta muovendo per evitare l’abbandono dei nostri territori di montagna anche alla luce della campagna crowdfunding?

(A questo punto risponde Tommaso Ferruccio Camponeschi, giovane imprenditore che coordina e gestisce le attività dedicate e il progetto di Crowdfunding per l’associazione ) Le nostre attività sono pensate ed eseguite con lo scopo di attivare un “circolo virtuoso” che coinvolga cittadini, associazioni ed istituzioni in un impegno concreto che si declina in diverse iniziative ad ampio spettro: dal prevenire e ricostruire secondo le recenti norme antisismiche ( obiettivo fondamentale guidato da Comuni e Governo ) alla riscoperta di storia e tradizioni. Tra le varie iniziative l’associazione sta ultimando il progetto di un “Dizionario Dialettale” presto in stampa per non perdere il tesoro culturale lasciatoci e per permettere ai più giovani di riscoprirne la genuinità.
Dal turismo sostenibile, alla valorizzazione del territorio, dei giovani e dell’intero ecosistema economico.

Questi due punti , fondamentali quanto gli altri, sono alla base di “ReStartfromLove” (Ripartiamo Dall’Amore ) campagna crowdfunding online che si impegna a sostenere i giovani, le loro idee e l’intero sistema imprenditoriale generando impatto positivo e riportando fiducia e spirito d’impresa.

Logicamente il nostro obiettivo ( 200.000€ ) non ha la pretesa di risolvere tali problemi; proprio per questo sin dall’inizio si lavora insieme ad Università, Reti d’impresa ed Istituzioni locali per “fare sistema” e dare il via a progetti che siano autogeneranti, sostenibili nel breve e scalabili nel lungo periodo. Partiamo dal piccolo per influenzare e creare valore nel grande schema.

Da quanto tempo siete operativi ed in che raggio d’azione svolgete la vostra, benemerita, attività oltre All’Alta Valle dell’Aterno?

Siamo attivi da oltre un anno è mezzo ma anche non vantando un lunga tradizione, lavoriamo costantemente con creatività sul territorio: bisogna portare nuove idee dirompenti che costituiscano il motore per la nuova economia locale. Cresciamo giorno dopo giorno guadagnando credibilità tra il pubblico e chi ci segue: siamo sempre aperti a collaborazioni e convinti sostenitori di tutte le altre associazioni ed istituzioni extraterritoriali. Nel breve termine, anche con laiuto dei media, tutto ciò rappresenta una soluzione ottimale per muoversi anche fuori dall’Alta Valle. Più cresciamo e più possiamo aiutare le nostre zone e chi ci vive.

Come pensate di poter espletare al meglio la vostra meritoria opera nelle zone più disastrate dei vari territori e quali interventi immediati proponete ?

Come abbiamo sempre fatto finora: lavoro, passione, dedizione. La collaborazione tra enti territoriali e privati cittadini è senz’altro fondamentale per venir fuori da una catastrofe simile: serve coesione e l’aiuto di tutti, in primis noi cittadini delle zone terremotate mettendoci in gioco con impegno e dedizione fin da subito.

Come vi rapportate con le Istituzioni e con quali fondi pensate di poter intervenire per dare un tangibile contributo volto a far ripartire l’economia, praticamente azzerata tra Capitignano, ove ha sede la vostra Associazione, e Montereale?

Con le Istituzioni c’è un dialogo costante e giornaliero molto positivo: collaborazione è la prima regola. L’11 marzo saremo infatti ospiti del Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi per parlare della nostra raccolta fondi e dei bandi italiani ed europei ai quali partecipare per affrontare la situazione nella quale ci troviamo.

Alla luce della vostra esperienza credete che la sottoscrizione lanciata a livello internazionale darà i risultati sperati e con quale tempistica?

Siamo molto fiduciosi e positivi per quello che abbiamo fatto e che stiamo portando avanti da più di due settimane: l’obiettivo che ci siamo prefissati è ambizioso ma crediamo che entro la fine dell’anno riusciremo a raggiungere la cifra dei 200.000 euro.

Per quel che concerne la ricostruzione come pensate di poter dire la vostra? In altre parole, come credete debba avvenire la ricostruzione delle case e, contestualmente del tessuto sociale?

La certezza di una casa sicura e di opportunità e servizi pro attivi è per i cittadini il primo passo necessario a combattere lo spopolamento, ripartire come comunità e recuperare quindi il sociale andato perduto. Inoltre, la necessità di non perdere l’identità che abbiamo di piccolo, antico villaggio di montagna, per sviluppare in futuro un turismo ecosostenibile fatto di paesaggi e slow-food, ci tiene impegnati a ricostruire con criterio ed evitare scempi che hanno ben poco a che fare con le nostre zone. La ricostruzione di Spoleto è per noi un esempio ed un modello da seguire, anche da un punto di vista di impresa economica.

Uno dei tanti ed impellenti problemi che assillano la nostra terra oltre alla ricostruzione delle case è la salvaguardia dell’occupazione, poiché senza lavoro non c’è vita e possibilità di futuro soprattutto per i giovani. Credete che in brevi tempi si possa quantomeno avviare una simile azione?

E’ quello per cui stiamo lavorando e per cui abbiamo lanciato il nostro crowdfunding: giovani e lavoro. Quest’ultimo possiamo e dobbiamo crearlo. Utilizzo la parola “creare” perché ora ce ne è poco e nel mondo globalizzato in cui viviamo bisogna essere bravi ad inventarlo e sostenerlo nel tempo: prodotti agro-alimentari di nicchia; turismo del lago, dei sentieri e dei paesaggi; impianti da sci seguendo il modello Scanno; eventi sportivi e sport estremi. E poi la storia, l’arte e la cultura che mantengono la loro importanza e focus in tutte le nostre iniziative. I nostri territori hanno tutte le carte in regola per crescere nella direzione da noi indicata ed attrarre tutti i segmenti di mercato: dalle famiglie, ai giovani per finire ai più anziani con intressi e gusti più diversi. Ci sono ragazzi che oggi resistono e giustamente hanno deciso di non vogliono andarsene. Hanno magari anche già dato vita a questo genere di attività, ma trovano difficoltà economiche oggettive, come la mancanza di investimenti iniziali: e allora perché non dargli un aiuto concreto tramite la nostra raccoltà fondi?

Questo è il momento giusto, e riparte da noi tutti, riparte dall’amore, diamoci da fare.

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