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#StanchiDaMorire, la protesta degli studenti

#NonUnGiornoDiPiù strappato al nostro futuro.

Sono #StanchiDaMorire gli studenti del Cotugno costretti a frequentare le lezioni nel pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:30 tutte le classi, fino alle 19:30 i quinti.

Gli studenti, che dopo le scosse del 18 gennaio scorso frequentano le lezioni il pomeriggio alternandosi con i colleghi delle industriali, hanno dovuto stravolgere le loro abitudini e, nella maggior parte dei casi, rinunciare alle molteplici attività dei loro pomeriggi, come sport o lezioni musicali o allenamenti agonistici.

Studiare al mattino, pranzare alle 12:30 e poi andare a scuola per 5 ore, ha stravolto la vita di 1200 studenti e delle loro famiglie.

Il sabato i ragazzi entrano alle 13:30 affinchè possano uscire in anticipo e godere di uno squarcio di normalità con i loro coetanei nel centro cittadino.

Inizia così la campagna #stanchidamorire, «Gli studenti del Cotugno, ormai esausti per i turni pomeridiani, danno libero sfogo alla fantasia – si legge nella nota diffusa -. Il tempo passa e le istituzioni non sembrano aver imparato dalle loro stesse carenze. Abbiamo spesso rimproverato mancanza di comunicazione e trasparenza e, ad oggi, non fanno che peggiorare. Il loro distacco dalle responsabilità e dall’inaccettabile realtà che ogni giorno siamo costretti a vivere sembra farsi sempre più netto.

Vogliamo risposte:

sulla sede di Via Da Vinci;

sulle tempistiche reali;

sulle soluzioni alternative;

sul nostro futuro».

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Le soluzioni alternative che si stanno vagliando, mentre la sede di Via Da Vinci viene scrupolosamente studiata dai tecnini della Re Luiss al fine di stabilire i veri numeri della vulnerabilità sismica, non sono molte. Si sta procedendo con un censimento delle aule vuote, disponibili nei vari istituti, per riportare le classi a lavoro al mattino, anche se sparpagliate per la città. Anche questa soluzione crea infiniti problemi logistici sia alle famiglie che agli insegnanti, i quali avrebbero un tempo di percorrenza tra un’ora di lezione in una classe e un’altra in un’altra scuola. In attesa di conoscere se studenti e docenti potranno rientrare nell’istituto in via Da Vinci.

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