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Piero Pelù strega L’Aquila

di Claudia Giannone

Piero Pelù ospite d’eccezione del Dipartimento di Scienze Umane, nell’ambito de L’Aquila Film Festival: Aula Magna gremita per un personaggio che ormai da decenni è presente nella storia della musica italiana e non solo.

Presentato il cortometraggio “Tu non c’eri“, realizzato grazie al regista Cosimo Damiano Damato, che afferma di aver voluto fermamente Piero Pelù nel suo progetto.

piero pelù

“Lui non è in questo film per caso – ha iniziato il regista – ma per un fil rouge che lega questa produzione al suo viaggio artistico. È stato un ultimatum: se lui non avesse accettato, non avrei fatto questo film. Un film dedicato a Dario Fo, un personaggio che entrambi abbiamo frequentato. Lui ha lottato per la libertà attraverso la leggerezza del teatro, mentre l’uomo che presentiamo nel film ha lottato, ma con le armi”.

Piero Pelù al L'Aquila Film Festival

Dario Fo, che ha sovvertito tutte le regole, portando il teatro all’interno delle case, partendo dalle storie degli operai e giungendo alla commistione tra popolo ed arte, mettendo anche le mani nel fango e rappresentando uno degli esempi più importanti di filo conduttore del teatro popolare del ‘900.

Musica realizzata da Piero Pelù interamente al pianoforte, con note molto larghe provenienti dall’aria rarefatta della montagna: una musica ispirata dalla storia di Erri De Luca, un elemento scatenante di una delle ballate più intense, ‘Straniero’, del nuovo album.

“Quando si scrive – ha affermato Piero Pelù – si vuole vivere intensamente la propria quotidianità. Entrare dentro la sceneggiatura, dentro il personaggio, ha a che fare col sentirsi a disagio con la propria esistenza, con il proprio passato, presente e futuro. E serve per trovare una chiave di lettura della realtà che non corrisponde mai alle nostre aspettative”.

Un padre assente per motivi politici, il recupero post mortem del rapporto con il figlio attraverso un dialogo immaginario: questo il filo conduttore del racconto che ha ispirato la colonna sonora.

Piero Pelù al L'Aquila Film Festival

“Misurarmi con un testo così profondo e poetico è stata un’esperienza importante. Il tutto viaggia con una bella sintonia e una grande energia positiva. È bello vedere come ancora nel 2017 si possa parlare di contaminazioni in un momento storico in cui sembra che tutto debba essere inquadrato e impacchettato. Questi progetti, anche grazie ad un mondo come quello dell’Università, devono essere promossi”.

piero pelù

E proprio in relazione al mondo dei giovani, un consiglio per potersi esprimere e raccontare.

“Il primo passo per raccontarsi è raccogliersi e comprendere ciò che si vuole raccontare. Il racconto è come un viaggio: si inizia a camminare e poi il racconto stesso prende forma, in base agli scenari che si aprono dentro di noi. Bisogna raccontare il nostro mondo interiore, cose che appartengono solo a noi e successivamente possono rappresentare qualcosa anche per gli altri. Il primo passo è essere in sintonia con se stessi”.