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Palazzo Centi: gli indagati

In un clima di stretto riserbo e con gli inquirenti e gli investigatori con le bocche cucite, emergono i nomi dei sette indagati in uno dei tre filoni di indagine, quello sull’appalto sulla ristrutturazione di Palazzo Centi, sede della Giunta abruzzese all’Aquila, danneggiata seriamente dal terremoto del 6 aprile 2009, dell’inchiesta della procura dell’Aquila che ha colpito la Regione Abruzzo.

Nel filone di Palazzo Centi finisce il capo della segreteria di D’Alfonso, Claudio Ruffini, che nella passata legislatura è stato consigliere regionale del Pd. Poi, l’imprenditore Eugenio Rosa, amministratore delegato di Icet Engineering di Castelli (Teramo), che è arrivata terza nella gara, i tre componenti della commissione di gara, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ ingegnere Silverio Salvi. Sotto indagine anche due progettisti: Gianluca Marcantonio, nominato nell’agosto del 2016 componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e un mese fa entrato nel Comitato tecnico scientifico della struttura del commissario per la ricostruzione in Centro Italia, Vasco Errani. Indagato anche l’altro progettista, Alessandro Pompa.

Per i sette le ipotesi di reato sono corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

Secondo quanto si è appreso, la Procura contesterebbe in particolare pressioni per la scelta dei nomi in commissione e anche il fatto che i progettisti avrebbero avuto gli elaborati progettuali quattro mesi prima del bando di gara.

Degli altri due filoni delle indagini – uno a Penne (Pescara) e un altro a Pescara per lavori preventivati su case popolari – curate da Carabinieri e Polizia di Stato, non si conoscono tutti gli indagati: è emerso solo che sono indagati D’Alfonso, come sottolineato da lui stesso in un comunicato, e per quanto riguarda l’appalto per le case Ater di Pescara, Marcantonio.

L’inchiesta e il sequestro di atti

Ieri, il blitz dei Carabinieri a palazzo Silone all’Aquila, sede della Giunta regionale, e presso gli uffici del Diparimento dei Lavori Pubblici a San Bernardino per sequestrare numerosi atti: occupati interi piani degli stabili da decine di militari. La mole di documenti sequestrati per essere esaminati sarebbe copiosa.

L’inchiesta è coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese.

L’appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, è stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l’amministrazione aveva dato l’ok alla congruità degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.