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Dal volontariato alle liste elettorali

Elezioni comunali di Avezzano, volontariato e solidarietà arruolati nelle liste elettorali.

La notizia, trapelata su alcuni giornali online, ha scatenato un acceso dibattito sui social. Indiscrezioni vorrebbero che nelle liste del DiPangrazioSindacoUscente sarebbero candidati esponenti di due associazioni in particolare, la Pro-Loco di Avezzano e la Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Due organizzazioni che operano, in modo ovviamente diverso, nel sociale e che, di conseguenza, per mission propria, sono rivolte a tutta la popolazione.

Fini, peraltro, encomiabili e lodevoli come la promozione culturale e della socialità, nel caso della Pro-loco, e della ricerca su una delle patologie segno dei nostri tempi al centro di tragedie personali e familiari inimmaginabili, per la Lilt.

La domanda che ci si deve porre, quindi, è la seguente: chi opera in associazioni del genere, può candidarsi alle elezioni? La risposta, posta così la domanda, è un sì, perché non si può certo immaginare che una persona debba pagare un pegno per essere protagonista nel sociale. Nel merito, però, le cose cambiano radicalmente. Un presidente, un esponente di spicco, un membro del direttivo di una di queste associazioni non deve essere impedito nella candidatura ma deve assolutamente garantire il non coinvolgimento delle stesse organizzazioni nella sua decisione. In questo ragionamento, di conseguenza, entra in gioco un discrimine che deve essere chiaro. Da una parte c’è l’Obbligo, che viene espresso e regolamentato da leggi, statuti, norme e quant’altro, e poi c’è l’Opportunità che, al contrario, viene regolata dalla nostra sensibilità e cultura personale.

L’Obbligo è una norma che viene accettata al momento in cui si aderisce ad una organizzazione qualsiasi, quindi non si fa alcun tipo di scelta o considerazione personale. L’Opportunità, invece, rientra nelle considerazioni personali e, quindi, è uno specchio di come una persona si relazione e si comporta verso gli altri. Nel caso di specie, quindi, chi è attivo e protagonista nella Pro-Loco e nella Lilt di Avezzano dovrebbe sentire l’obbligo morale di dimettersi dal ruolo che ricopre nel momento stesso in cui decide di accettare la candidatura, senza attendere la sottoscrizione e l’ufficializzazione della lista di appartenenza. Questo per rispetto verso le associazioni stesse e verso i cittadini.

Il singolo cittadino, infatti, deve sapere con chiarezza e senza equivoci se, quando partecipa ad una manifestazione di queste associazioni, sta partecipando ad un evento della Pro-Loco e della Lilt oppure ad una manifestazione di una parte politica con la quale, magari, è in totale disaccordo. Arruolare le associazioni volontaristiche, culturali, di soccorso e altro, nelle liste elettorali è lo specchio di un decadimento culturale ed etico molto grave e preoccupante. Un sintomo di una caduta di stile, da parte di chi si rendesse protagonista di scelte del genere, che alla fine, ne siamo certi, nuocerebbe solo a chi le persegue. Concludendo, possiamo solo ricordare un vecchio adagio popolare che afferma, a ragione, che “La classe non è acqua”. Noi aggiungiamo che non si vende nemmeno al mercato del sabato.