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Campotosto, oltre 50 edifici da demolire

Residenti allo stesso tempo soccorsi e soccorritori. Quintiliani: «Grande lavoro di squadra».

Prosegue la conta dei danni, a Campotosto, dopo i forti eventi sismici dello scorso 18 gennaio. Il paese e le sue tre frazioni – Mascioni, Poggio Cancelli e Ortolano – sono stati letteralmente messi in ginocchio dal sisma: dai primi sopralluoghi emerge che sono almeno 50 gli edifici da demolire nell’intero comprensorio. Un numero ancora provvisorio, che, tuttavia, aiuta a comprendere i contorni del dramma strutturale di quattro paesi inagibili all’80%, come emerge dalle prime ordinanze di istituzione zona rossa emesse dal sindaco Luigi Cannavicci.

Nonostante le gravi difficoltà, la popolazione non demorde. Già dal 18 gennaio – giorno del dramma – gli abitanti di Campotosto si sono rimboccati le maniche per salvare il salvabile, offrendo un aiuto fondamentale ai soccorritori intervenuti per tamponare l’emergenza.

«Il 18 gennaio il paese era alle prese con una situazione drammatica: uno sciame sismico in corso, cittadini impossibilitati ad abbandonare le proprie abitazioni a causa della neve e strade rese impraticabili dalla coltre nevosa», spiega il consigliere comunale Alberico Quintiliani. Nessuno, però, si è perso d’animo. Fondamentale, in particolare, spiega il consigliere, «è stato l’intervento del collaboratore della Provincia Massimo Calandrella, che è riuscito, con i propri mezzi, a creare un importante varco verso una delle due strade di ingresso al paese (quella che proviene da Aringo)».

Da sottolineare, aggiunge Quintiliani, «anche l’ottimo lavoro di coordinamento del vicesindaco Gaetana D’Alessio che, nonostante fosse bloccata in casa, è riuscita a tenersi costantemente in contatto, in questa prima drammatica fase di emergenza, con i diversi Enti coinvolti per organizzare le varie fasi dei soccorsi». Di fondamentale importanza «anche l’impegno di Pietro e Mattia Calandrella che, ingaggiati dal Comune per la rimozione della neve, non si sono fermati al compito loro affidato, impegnandosi ben oltre i tempi di lavoro standard».

Un vero e proprio lavoro di squadra, dunque, quello andato in scena a Campotosto, che ha visto la popolazione in prima linea in supporto dei soccorritori: un aiuto fondamentale per gli alpini, i poliziotti, i vigili del fuoco e il personale dell’Esercito Italiano giunti sul posto per soccorrere i cittadini intrappolati nelle case e per portare viveri ai residenti, grazie anche alla presenza, già dal 18 gennaio, dello stesso consigliere Quintiliani e del consigliere Ercole Di Girolami.

Il paese, a causa dell’emergenza sisma, ha dovuto rinunciare anche ad uno dei suoi luoghi simbolo: la piazza principale.

Il Primo cittadino ha infatti stabilito, tramite un’ordinanza, lo «sgombero totale della piazza della Chiesa», al fine di fare spazio ai mezzi dell’emergenza e alle attività commerciali, al momento prive di mura agibili. Una volta superati i periodi della stretta emergenza, le attività commerciali «saranno temporaneamente sistemate nell’area “ex Comune/Asilo”, dove sono già in corso i lavori di demolizione della struttura», conclude Quintiliani. C’è tanta tristezza per la perdita di abitazioni e luoghi-simbolo, ma «la popolazione di Campotosto, sguardo rivolto al futuro e mani pronte ad aiutare, non ha nessuna intenzione di perdere anche la speranza di rinascita».