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Bafile, la lettera dei genitori: fatti, non psicosi

Siamo mossi da sincera preoccupazione derivante dalla recente scoperta che alcuni fondamentali dati sugli edifici in questione o non erano noti o, quando lo erano, risultavano decisamente allarmanti. Allarmati dai fatti, non da una ingiustificata psicosi.

Così, in una lettera, un gruppo di genitori degli studenti e studentesse dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Andrea Bafile” che, insieme ad altri istituti cittadini, si sono mossi in queste settimane per chiedere alle Amministrazioni locali e alle Istituzioni scolastiche chiarimenti sul livello di sicurezza sismica degli edifici scolastici.

La lettera dei genitori del Bafile

Nel 2009 gli edifici scolastici aquilani classificati B dopo il sisma furono velocemente riparati dal Provveditorato Opere Pubbliche ed immediatamente riaperti. Non furono fatti calcoli e verifiche perché non ce n’era il tempo, e si ritenne che il sisma avesse costituito una sorta di collaudo empirico delle strutture che non erano crollate.
Le verifiche di vulnerabilità, ovvero i calcoli e le prove per stabilire se gli edifici, al di là della riparazione, avessero bisogno di altri interventi più consistenti per essere realmente sicuri in caso di sisma, furono rimandate, nonostante i solleciti di allora dei genitori. Solo nel 2013 le verifiche furono finalmente eseguite (ma solo per le scuole superiori, di proprietà della Provincia, mentre per quelle elementari e medie il Comune dell’Aquila risulta ancora oggi inadempiente) ma nessuno (né genitori né studenti né presidi) ne fu messo al corrente.
I dati rimasero nel cassetto fino a gennaio 2017, quando i genitori hanno iniziato ad acquisire i dati ed a scoprire la preoccupante vulnerabilità delle scuole aquilane. A ciò si aggiunge il comunicato della Commissione Grandi Rischi emesso il 20 gennaio, che parla chiaro: la sequenza sismica che si è avviata il 24 agosto non è in esaurimento, scrive, e gli enti preposto sono tenuti a mettere in atto tutte le misure per la mitigazione del rischio sismico. E cosi all’Aquila ci troviamo in una situazione surreale, con un rischio sismico potenzialmente imminente e con scuole non sismicamente sicure perché non sismicamente adeguate, ma regolarmente aperte in virtù di certificazioni di agibilità emesse prima delle verifiche di vulnerabilità.
Una inversione temporale provvidenziale per gli Enti, Provincia e Comune, che fino ad oggi sembra consentire loro di non mettere in relazione sicurezza sismica ed agibilità e di trattarle come entità amministrative indipendenti: l’una (agibilità) che consente l’apertura ma non certifica la sicurezza, l’altra (verifica di vulnerabilità) che certifica l’inadeguatezza ma non obbligherebbe all’adeguamento.
Un paradosso, perché, se la verifica di vulnerabilità fosse stata eseguita in data anteriore all’agibilità, avrebbe costituito parte integrante nella valutazione di agibilità stessa, ma essendo temporalmente posteriore (per un puro caso dovuto all’intreccio tra sisma e rinvio legislativo delle scadenze degli obblighi delle verifiche) sembrerebbe consentire di tenere aperti edifici sismicamente vulnerabili.
Un gap normativo a cui gli Enti responsabili vorrebbero appigliarsi per ignorare ancora oggi, dopo quanto accaduto nel 2009, gli scarsi risultati, in termini di resistenza al sisma, delle scuole aquilane formalmente “agibili”.
Ma il comunicato della Commissione Grandi Rischi, che tanto sta dando fastidio ad alcuni, oggi non consente più questa strategia e inchioda gli Enti a precise responsabilità.
E non è un caso che i certificati di agibilità del 2009 non vengano rinnovati ed aggiornati, laddove se ne presenti la necessità. Ne è un esempio il portico adibito ad aule del liceo Bafile, lavori eseguiti dopo il 2009, quindi dopo l’agibilità, ma la nuova agibilità per quell’ala, difforme da quanto scritto nel vecchio certificato, non arriva.
Infatti, chi si prenderebbe la responsabilità di rinnovare un’agibilità alla luce di verifiche (calcoli e prove) che avrebbero dato risultati tanto scarsi?
Le scuole restano aperte, è un dato di fatto, ma “agibile” all’Aquila ha un significato ben diverso da sicuro.
Significa che puoi entrare e che se non accade un sisma stai a posto: e se poi accade???
Così oggi genitori e studenti sono costretti a prendere giorno per giorno decisioni (entro a scuola, non entro, mi trasferisco ecc.) e ad affrontare dilemmi che non dovrebbero esistere in un paese civile. Nei fatti, una roulette russa quotidiana.
Dal 20 gennaio, giorno del comunicato della Grandi Rischi, al posto del meteo all’Aquila si consulta il sito INGV ogni mattina prima di andare a scuola. Sperando nella sorte.
Se le scuole stanno bene allora conviene chiedere che senso ha l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/03/2003 che impone le verifiche sismiche degli edifici scolastici quali edifici strategici, e per quale motivo gli enti proprietari avevano l’obbligo di stilare programmi d’intervento per quelli che dovessero risultare non adeguati da un punto di vista sismico e strutturale.
Guarda caso per tutte le scuole “sicure” dell’Aquila la Provincia ha chiesto finanziamenti per l’adeguamento sismico.
Come mai?

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