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Arischia, 33 ordinanze di demolizione

di Roberta Galeotti

Sono 100 gli appartamenti del progetto CASE di Arischia che sarebbero a disposizione degli sfollati del nuovo sisma dello scorso 18 gennaio.

La polemica tra i residenti di Arischia ed il sindaco Massimo Cialente si fa sempre più rovente, soprattutto dopo l’assemblea che si è tenuta ad Arischia lo scorso 3 febbraio. Il sindaco, in quella riunione, avrebbe confermato ai residenti di aver associato il progetto CASE di Arischia a quello di Cese di Preturo, sulla base della coincidenza dello stesso costruttore. I balconi, che presentavano distacco del pavimento, nel CASE di Arischia sono stati puntellati, ma senza una perizia tecnica specifica.

Nella stessa assemblea i cittadini hanno chiesto a Cialente una ricostruzione sicura alla luce della presenza di tre faglie. Quella attiva Amatrice-Monte Marine-Monte Pettino e due faglie non attive che attraversano la parte alta del paese. Inoltre, sono state rilevate 5 gallerie, scavate dall’uomo agli inizi del 700, che dalle costruzioni nella parte alta del paese portano al palazzo baronale Ciavola Coltelli.

Sono 33 le ordinanze di demolizione fin’ora firmate dal Comune per Arischia, ma molte case sono ancora pericolanti e dovranno essere analizzate dai tecnici in nuovi sopralluoghi.

I residenti chiedono al sindaco Cialente, dal 18 gennaio scorso, la riapertura e l’accesso ai 100 appartamenti, che risolverebbero il problema di molti nuovi sfollati.

Una petizione è stata inviata al commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, per chiedere la presa in carico del CASE di Arischia, per poter svolgere al più presto i piccoli lavori di manutenzione necessari a rendere abitabili gli appartamenti, da mettere a disposizione sia agli abitanti di Arischia che agli sfollati dei paesi limitrofi. Tale richiesta verrà ufficializzata domani alle ore 12 all’assemblea che si terrà a Cagnano alla presenza del vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e della senatrice Pd, Stefania Pezzopane.

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