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Cotugno, doppi turni e proteste

Oggi, giovedì, gli studenti del liceo Cotugno dell’Aquila torneranno sui banchi di scuola: ma non nell’edificio che li ha ospitati fino al 18 gennaio, bensì nei locali dell’ITIS, dove faranno i doppi turni per un mese circa. Salvo proroghe.

Nel frattempo continueranno le indagini sulla vulnerabilità sismica della scuola, da estendere poi a tutti gli altri edifici e uniformare attraverso un protocollo valido per tutte messo a punto dal consorzio ingegneristico Reluis.

La notizia, emersa durante un incontro con il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, assieme al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ha subito scatenato le più disparate reazioni.

Da una parte, genitori e alunni che temono che si perda l’anno: e allora, per molti, ben vengano anche i doppi turni. Dall’altro, però, le difficoltà di apprendimento e legate alla sfera sociale che questa scelta comporta: le attività sportive, ricreative alle quali molti prendono parte nel tempo libero si svolgono di pomeriggio e questo, in un momento di difficoltà così grande come quello che si sta vivendo in città, è un brutto colpo per i ragazzi aquilani. Non sono pochi tra l’altro quelli impegnati nei progetti di alternanza scuola lavoro.

Ma soprattutto in molti si chiedono: l’ITIS è davvero più sicuro del Cotugno? A guardare i dati, non c’è una enorme differenza, se non nella dislocazione: l’ITIS all’Acquasanta non sta sulla faglia di Pettino, dove invece è il Cotugno. E sono entrambe strutture in muratura, sottolineano gli studenti

Quello che noi avevamo chiesto era una soluzione provvisoria che ci permettesse di riprendere l’attività didattica, ed è vero, avevamo detto di essere disposti a tutto. Ma in condizioni diverse. Il fatto che sia una struttura in muratura e non un musp dice già molto. 

dicono i rappresentanti d’istituto.

E’ una doccia fredda: ma in tale condizione di emergenza non ci sono alternative. Noi però non vogliamo abbassare la testa neanche per un momento. Non ci dimentichiamo che stiamo subendo le conseguenze delle LORO inadempienze. A questa situazione non ci saremmo neanche dovuti arrivare ma, tranquilli, chi è colpevole pagherà.

promettono.

Di fatto è stata questa la risposta delle Istituzioni alla mobilitazione dei ragazzi firmata #sicuridamorire e alle missive dei genitori con tanto di raccolte firme in cui le famiglie hanno chiesto di sapere “l’esito delle prove di carico e di ogni altro esame svolto nel corso delle recenti verifiche; l’esito di eventuali altre prove di carico già effettuate in passato; l’esito degli interventi locali sulla struttura portante dell’edificio effettuati dopo il sisma del 2009”.

“Al termine di una serie di indagini commissionate dalla Provincia, abbiamo acquisito ulteriori elementi di conoscenza della struttura – ha detto De Crescentiis – Il primo elemento è l’incolumità, il secondo la regolarità dell’anno scolastico. Perciò, non potendo protrarsi la chiusura e la sospensione delle attività didattiche, abbiamo trovato una soluzione”.