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L’Aquila che aspetta L’Aquila

“Rendiamo L’Aquila di nuovo grande” si legge su un palazzo del centro che attende la ricostruzione.

piazza palazzo

Siamo a Piazza Palazzo tra edifici nuovi di zecca, impalcature e cantieri in corso.
Il ritorno alla normalità sembra ancora lontano. Una città nuova, ma senza vita. Ad oggi sono solo una cinquantina le attività commerciali che si sono ricollocate in centro. Le altre? Alcune sono negli unici porti sicuri del dopo sisma, ovvero i centri commerciali, ed altre hanno chiuso o sono finite altrove.

L’idea di città va di pari passo con la ricostruzione, con gli alti e bassi dell’economia e con l’ultimo sciame sismico che ha svuotato la città sia in centro che in periferia.

Negozi e attività che non hanno avuto una vita stabile a causa degli ultimi terremoti, che in alcuni casi hanno fatto danni alle strutture. E’ il caso del Centro commerciale Gran Panorama Shopping che dopo Norcia e dopo il sisma 18 Gennaio ha riportato danni evidenti. La parte vecchia dello stabile verrà abbattuta. E allora le attività hanno trovato nuove ‘case’: come il negozio di abbigliamento Ambasciatori che si trasferisce nella Galleria Commerciale di Via Roma, in attesa di un ritorno in centro.

Nel cuore della città tornerà invece Manzi, un altro negozio storico. Probabilmente a fine marzo, nel palazzo ricostruito che si affaccia su Via Verdi. Sempre a primavera altre attività ripopoleranno Corso Umberto.

Dal Castello fino alla Villa Comunale sono tanti i locali commerciali che attendono il rientro delle attività. Ma spesso il peso degli affitti scoraggia.

70 metri quadrati equivalgono a 700 euro di affitto in zona Castello. Altri locali, come quelli sulla via principale della movida aquilana, di 50/60 metri quadrati, raggiungono affitti di 1000 euro.
I costi in alcuni casi sono pari a 10/15 euro al metro quadro. In altri casi lievitano a 20.
Dopo un giro in centro, salta all’occhio che la restituzione dei palazzi non va di pari passo con il rientro delle attività. Alcuni non hanno ancora le utenze, altri hanno il passaggio bloccato dai cantieri.

Ci vuole un progetto studiato che faccia del centro il punto di riferimento quotidiano, tanto da invertire la tendenza di questi ultimi otto anni: la città è fatta di negozi, locali, uffici, attività e quindi di gente.