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Il Pd cincischia, primarie sovietiche

Assemblea Pd deserta. Assenti i grandi nomi. Albano apre a primarie interne con deroga, solo due candidati.

di Roberta Galeotti

Nulla di fatto, niente nome del candidato sindaco del Pd, l’assemblea del partito si è limitata in un fiume di parole.
Una vaga relazione del segretario cittadino Stefano Albano che ha aperto i lavori, in una sala poco gremita in cui spiccavano soprattutto i grandi assenti.
In concomitanza con l’assemblea, infatti, sono apparse sui social foto di una riunione sul decreto Terremoto in regione Abruzzo tra il presidente, il prefetto ed i sindaci delle zone terremotate.
Il segretario nella sua relazione ha parlato ancora di primarie di coalizione, ricostruzione delle abitazioni soltanto se sarà garantita la massima sicurezza, ricostruzione del tessuto economico e sociale, con massima attenzione alle sacche di povertà, attenzione al nuovo prg.

A fine assemblea il segretario si è intrattenuto in un capannello con pochi intimi i cui contenuti deflagranti sono diventati di pubblico dominio alla velocità della luce.

Nell’eventualità in cui il Pd scegliesse il suo candidato nella stanza dei bottoni, ha confidato Albano, Americo Di Benedetto ha minacciato il partito di presentare comunque una sua lista alle prossime elezioni comunali, da qui la conseguente ipotesi di primarie interne con deroga a due candidati Pietrucci e Di Benedetto. L’affermazione ha fatto talmente tanto scalpore da diventare virale nel giro di una notte, soprattutto tra gli esclusi da Pietro Di Stefano a Maurizio Capri passando per Carlo Benedetti. Lo Statuto del Pd, infatti, prevede l’accesso alle primarie a chiunque volesse. La deroga del partito aquilano, invece, bloccherebbe la possibilità a chiunque altro di partecipare.
Resta sempre più attuale, quindi, la lotta interna e fratricida tra Pierpaolo Pietrucci e Americo di Benedetto, in contrapposizione sin dalla candidatura alle regionali del 2014, appoggiati dai giovani democratici, e Giovanni Lolli, ago della bilancia dei vecchi poteri.
Nei sotterranei dei giochi politici, intanto, si combatte una guerra di poteri economici a suon di veti  e sponsorizzazioni, che ha creato due vere e proprie fazioni interne di guelfi e ghibellini.

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