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Riscatto Popolare, Silveri rilancia

di Roberta Galeotti

«Non lancio la mia candidatura a sindaco, ma un modello».

Giancarlo Silveri torna a vestire la giacca da politico, lasciata quella da tecnico, e lo fa per accelerare un estenuante dibattito politico tra partiti, che a pochi mesi dalle elezioni, ancora non ha individuato un candidato sindaco per L’Aquila ed un percorso di governo.
«Noi ci siamo e riteniamo che entro metà febbraio debba essersi definita la coalizione con cui lavorare.
Mi metto a disposizione per traghettare la città nei prossimi cinque anni e far crescere la squadra che poi porti avanti il progetto.
La lista si chiamerà Riscatto Popolare, in nome di quel popolarismo che ha fatto grande l’Italia, che stimolava la politica a guardare alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni.

L’Aquila è stata governata male dal Pd e Massimo Cialente è stata solo un’aggravante.

Populismo, demagogia e clientelismo – ha continuato l’ex manager Asl -, analizziamo e riflettiamo su tutti gli errori che sono stati fatti e che hanno aiutato a deprimere questo territorio. Si è mancata un’opportunità, data da un evento tragico di cui ancora paghiamo lo scotto sulla pelle di tutti.
Non mi sto proponendo, sono pronto a dare sostegno ad una candidatura che possa permetterci di vincere. Non voglio affermare una persona, ma un modello.
Da qualche anno in Italia il problema non è solo vincere le elezioni, ma governare.
I ruoli potranno essere definiti nella coalizione, ma è necessario definire le forze entro metà febbraio, poi non avremmo tempo per illustrare alla gente il progetto ed il concetto politico.

È impensabile che non si sia mai fatto alcun progetto per definire di quale economia debba vivere questa città, che si sia lavorato per continuare e a rendere L’Aquila isolata.

Non è riconosciuta come capoluogo nemmeno dai comuni limitrofi.
Sarebbe opportuno tendere ad una rappacificazione delle situazioni nel rispetto dei ruoli. La politica deve analizzare, ragionare e mediare tra le istanze, non urlare e sbraitare.
Una volta si risolveva il problema economico di una città e di un territorio come quello aquilano con l’Italtel o aprendo una Università, oggi bisogna valutare la vocazione di una popolazione e dotarla della strumentazione che le consenta di esistere.

Realizzare, cioè, proposte che in un medio o lungo periodo facciano riprendere il territorio.
Accompagnare il territorio in questo periodo di passaggio con soluzioni temporanee e
salvaguardare quello che di buono esiste.

Le piccole attività commerciali e artigianali – ha concluso Silveri – sono state lasciate sole, si sono spesi miliardi di soldi pubblici dal 2009 ad oggi, che alla città hanno lasciato molto poco. Dobbiamo riflettere, trarre insegnamento e vedere la proposta alternativa fatta da una coalizione, o da chi ci vuole stare, per un disegno nuovo».