IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Commissione sicurezza, assenti indifferenti foto

di Francesca Marchi

Una commissione attesissima: prevenzione sismica e gestione del rischio sismico. 
L’aula Tullio de Rubeis della sede comunale di Villa Gioia è affollata da cittadini, studenti, genitori e docenti.

Oggi nel giorno della Candelora, giorno in cui la città ricorda il terremoto distruttivo del 1703, si parla di azioni immediate e concrete per far fronte a giorni di emergenza per via dello sciame sismico in corso. 

Più che i presenti si fanno notare gli assenti: a partire da D’Alfonso e De Crescentiis impegnati in altre faccende importanti, tanto da non mandare neanche delegati in loro rappresentanza, fino ai vertici della Protezione Civile Nazionale ancora a lavoro sul fronte emergenza.

E allora è il primo cittadino che si ritrova da solo a parlare di prevenzione e gestione di una situazione delicata che dovrebbe vedere compatte le istituzioni. Si discute di scuole e sicurezza, ma la Provincia proprietaria in pectore degli Istituti Superiori della città non c’è a dare risposte.

“Ripartiamo dalle scuole”, siamo bombardati da questo slogan che resta tale: nessuno si è presentato nella città messa in ginocchio dall’allarme da fine del mondo lanciato dalla Grandi Rischi. Così il cerino resta ancora in mano a Cialente.

Il sindaco pone l’accento sui “ciarlatani del terremoto che con previsioni impossibili hanno fatto un danno d’immagine alla città”, riferendosi a “improvvisati sismologi e all’allarme della Commissione dato un po’ alla carlona”.

commissione sicurezza

“Il paese si dovrebbe preoccupare di portare tutte le scuole allo stesso livello. Le nostre sono più sicure di quelle delle altre città”- ribadisce Cialente. Rispunta l’idea del grande polo scolastico all’interno della Caserma Rossi “dove verranno trasferite parte delle scuole cittadine dopo gli esiti degli indici di vulnerabilità. Se delle strutture avranno indici insufficienti è più logico abbatterle e farle ex novo“.
Resta fermo sulla turnazione nei Musp richiesta dagli studenti: “Dimentichiamo i doppi o tripli turni nei moduli provvisori perché non riusciremmo a coprire le lezioni di tutti”.
Preoccupazione invece sui giorni di scuola persi: “Ne sono già tanti e non possiamo continuare così”. Intanto si attende l’ufficialità dell’emendamento del Ministro Fedeli da inserire nel decreto sul terremoto per garantire la salvaguardia dell’anno scolastico nelle scuole delle aree terremotate: sono 200 i giorni previsti per la validità dell’anno scolastico.

commissione sicurezza

Presenti il geologo ed esperto sismologo Antonio Moretti e il fisico sismologo Christian Del Pinto.

Due punti di vista diversi sullo sciame sismico.

“Non c’è pericolo di grossi terremoti nelle nostre zone. Probabilmente ce ne saranno in altre parti del terremoto italiano” – afferma Moretti che come sottolinea vive sulla faglia di Arischia. “Credo che non ci sia più energia per dare grandi terremoti. Tutte le dicerie sulle faglie del 1703 non possono essere prese per oro colato. Da questi dati storici non si può dire quali faglie si siano attivate ai tempi”.

“Oggi invece abbiamo una rete sismica che ci permette di monitorare e studiare il terremoto”.

Anche Del Pinto pone l’attenzione sull’importanza del monitoraggio: “Nel 2005, quindi in tempi non sospetti, proposi alla regione Abruzzo la costruzione di una rete sismica locale. Ma mi risposero picche. La feci allora in Molise, regione sconvolta dal terremoto di San giuliano di Puglia che azzerò una generazione di bambini. Adesso bisogna ragionare su una più ampia rete sismica nazionale in modo che ai cittadini arrivi una informazione corretta”.

Cosa sta accadendo nell’aquilano per Del Pinto?  “Non me la sento di fare previsioni. Posso solo dire che l’evento di Amatrice ha rilasciato energia che poi è andata a influenzare le altre faglie. Il terremoto potrebbe come non potrebbe fare. La sismologia non è una scienza esatta”.

“Resto stupito – prosegue Del Pinto – di come gli aquilani si siano preoccupati per una magnitudo di 1.9 a Pettino anziché della faglia di Montereale che per scaricarsi ci vorrebbero almeno altre 30 scosse come quelle del 18 Gennaio. Iniziamo a fare qualcosa insieme”. Bacchetta anche la Commissione Grandi Rischi, anzi lo fa ancora una volta: “Dopo la riunione di Marzo del 2009 mi schierai contro la Commissione tanto da rimetterci la carriera, fui costretto a lasciare la gestione della rete sismica in Molise”.