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Nessun piano B: studenti tornano nelle stesse scuole

Gli indici di vulnerabilità sismica non sono affatto soddisfacenti per gli edifici scolastici aquilani: non solo il Cotugno, ma anche l’Istituto Alberghiero, lo Scientifico e molti altri presentano un dato inferiore al 40%. Ma da domani si torna tutti a scuola – tranne al Cotugno: perché non c’è un piano B immediato, né possibilità di doppi turni o Map.

La battaglia di genitori, insegnanti ma soprattutto studenti – si deve a loro e alla loro forza comunicativa l’improvvisa e sacrosanta attenzione sulla sicurezza delle scuole – rischia di infrangersi contro un muro di gomma.

 

Le risposte delle Istituzioni, dalla Provincia alla Regione passando per il Comune, non hanno infatti fornito alternative valide che possano consentire, da domani, il rientro nelle aule agli studenti in tutta sicurezza. D’altro canto, sarebbe stato impossibile porre rimedio, in pochi giorni, a ciò che non è stato fatto in anni: e non parliamo solo del post 2009.

Gli edifici che ospitano la maggior parte degli istituti scolastici sono infatti costruiti negli anni ’60 e ’70, non seguendo le più recenti normative antisismiche (che a loro volta vengono aggiornate di continuo) e seppure siano stati fatti interventi di miglioramento sismico, ci sono delle carenze importanti.

Inoltre, le perizie sulla vulnerabilità sismica – che dovevano essere depositate entro il 2013 – sono state fatte da professionisti differenti, con criteri non univoci: ecco perché le nuove verifiche sono state affidate al consorzio Reluiss, che provvederà ad eseguire tutte le indagini con un unico metodo.

L’ultimo esempio di quanto sta succedendo all’Aquila emerge dalla riunione che ieri c’è stata per quanto riguarda il liceo scientifico Bafile, alla quale hanno partecipato per la Regione Giovanni Lolli, il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, il sindaco Massimo Cialente e la dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dott.ssa Parisse.

I dati che ci pervengono dichiarano che la vulnerabilità del nostro edificio sia pari allo 0.40. Dato poco confortante, che però verrà ricontrollato a seguito delle perizie che verranno rifatte entro un mese circa.

scrivono i rappresentanti alla fine dell’incontro.

A seguito del risultato,quindi, si deciderà sul da farsi e ci troviamo davanti a due possibilità : la prima è che l’esito dei nuovi controlli sia positivo, la seconda è che sia negativo. Nel primo caso significa che possiamo andare tranquillamente a scuola senza angoscia. Nel secondo caso invece no, e a quesito posto, purtroppo, ci è stato comunicato che non si sta preparando un piano B.

Nel caso del Bafile, le perizie erano contrastanti.

In sintesi la nostra scuola, dopo i lavori fatti dal Provveditorato alle Opere Pubbliche successivi al sisma 2009, è stata dichiarata agibile ed i ragazzi vi hanno fatto rientro a settembre 2009. 

A seguito dell’uscita dell’ OPCM 3274 del 2003, è stato chiesto alle Province di fare – entro il 2013 – la verifica di vulnerabilità sismica di tutte le scuole. Per il Liceo Bafile è stata depositata una perizia che ha indicato alcuni indici di vulnerabilità sismica – dei 4 “corpi di fabbrica” della scuola – assolutamente inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge. Solo ultimamente questa perizia – depositata presso la Provincia – è entrata nella disponibilita’ della Preside e da lì sono iniziate le prime preoccupazioni che ora sono diventate un vero e proprio allarme anche a seguito delle ultime scosse. La Regione ha dovuto prendere atto della gravità della situazione e visto che ci si trovava di fronte a due documenti che portavano a delle conclusioni contrastanti tra loro ( la certificazione di agibilità del 2009 e la perizia del depositata nel 2015) si è deciso di nominare un tecnico imparziale che potesse dare la sua versione e spiegare come stanno realmente le cose.

Appunto, il consorzio Reluiss.

I fondi da utilizzare per la verifica saranno resi disponibili grazie ad un mutuo che la Regione si accinge a stipulare, di 30 milioni per tutta la regione: 313 i plessi scolastici segnalati dai comuni per i quali è richiesta una verifica strutturale. Ma inevitabilmente, ci vorrà tempo per eseguirli e le lezioni non verranno sospese.

Nel frattempo, la situazione delle scuole aquilane – con riferimenti a tutta la Regione – ha attirato l’attenzione del Presidente della Repubblica Mattarella il quale ha chiesto delucidazioni al Presidente D’Alfonso e al vice Lolli.

Si torna dunque sui banchi: con uno stato d’animo, da parte di genitori, studenti e corpo insegnante, sicuramente non sereno. Per questo oggi pomeriggio gli studenti si incontreranno, alle 16:30, per decidere il da farsi.

 

E dire che i soldi ci sarebbero. Lo sostiene l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi che, in una nota, ha sottolineato come molti dei fondi del piano Scuole d’Abruzzo che ha interessato oltre 100 Comuni della nostra regione – dotazione complessiva di 230 milioni – siano ancora fermi, per lungaggini burocratiche, corrente degli uffici speciali per la ricostruzione, infruttifere e inutilizzate.

(e.f.)