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Alto Aterno, l’emergenza continua

Di Nando Giammarini

Ce n’è sempre una! La situazione in Abruzzo e in Alto Aterno è drammatica, il territorio in ginocchio. Non bastavano le abbondanti nevicate,  la bestiale furia nera che lo ha gettato nel terrore, unitamente agli altri, già duramente provati dal sisma, il terribile incidente in cui sono periti i sei soccorritori del 118  che puntualmente è arrivata la frana a S. Pelino in territorio di Cagnano Amiterno ed  ha praticamente interrotto la SS 260 Picente che collega l’Aquila a Montereale  aggiungendo problemi a problemi.

Si  sta lavorando a ritmo incessante, giorno e notte, per ripristinare il prima possibile la viabilità.  E l’emergenza continua in un clima di terrore e d’impotenza che si tocca con mano.  La neve, nonostante la sua bellezza, ancora  nasconde i danni reali al patrimonio immobiliare pubblico e privato e la situazione resta ad alta criticità nell’Alto Aterno. In attesa che migliori la situazione si stanno studiando e predisponendo tutte le verifiche necessarie ad accertare la reale situazioni delle case dei residenti. Tutto ciò mentre a  Montereale  e nelle sue Frazioni regna una totale desolazione. Dal giorno delle ultime scosse importanti e dalla grande nevicata, lo scorso 18 gennaio, sono tornato in montagna 3 volte ed ho trovata la gente triste ed in alcuni casi disperata. A partire da una delle Frazioni più popolose, Cesaproba, dove anziani e bambini hanno trascorso momenti davvero difficili. Sul piazzale antistante l’ex scuola primaria una tensostruttura distrutta dalla neve è stata montata nuovamente, dopo mille richieste e proteste di vario genere, solo sei giorni  dopo.  Altri paesi più in alto sono stati completamente isolati per qualche giorno fino a quando non è intervenuto l’esercito richiesto dal Sindaco, Massimiliano Giorgi, già dalle prime ore del mattino della grande nevicata .  La situazione è stata  di estrema criticità, ed ancora resta difficile nei comuni limitrofi come Capitignano, dove sono crollati capannoni agricoli ed industriali, Campotosto con il povero uomo travolto da una slavina mentre credeva di mettersi al sicuro durante una delle scosse più grandi e Cagnano Amiterno.  In quest’ultimo comune la situazione di totale disagio è stata alleviata da alcuni ragazzi e adulti  che con mezzi propri hanno provveduto a liberare le strade ed a sostenere gli automobilisti in difficoltà. Sembrava quasi un rincorre il tempo poiché continuando a nevicare il tempo di finire il giro per pulire le strade interne delle Frazioni che erano di nuovo sommerse di neve. Poi sulla S.P. 105 Monte Cabbia i mezzi della Provincia, che  ringrazio per il proprio impegno, passando   richiudevano tutte  le stradine interne di accesso alle abitazioni per cui la gente per potere uscire doveva armarsi di badili,  pazienza e riaprirle. Ovviamente la neve la dovevano  spargere sulla strada ed allora ecco la reazione della Provincia che minacciava multe. Siamo in una situazione di emergenza e va bene; ma tacciare, coloro che tentavano  di collaborare in tutti i modi, mi sembra francamente eccessivo ed oltretutto fuori luogo.  Anche perché originariamente il problema lo  avevano creato loro. Bisogna, è convinzione di molti,  entrare nell’ordine di idee che le aree montane, specialmente quelle più disagiate, vanno attrezzate con mezzi d’emergenza in grado d’intervenire immediatamente in caso di necessità. A  Piedicolle , il paesino noto per la rimozione dell’amianto nelle ex fornaci Di Carlantonio,  è attiva una tensostruttura riscaldata che ospita tanti anziani di Montereale e di tutte le frazioni.  Al momento c’è ancora una situazione di estrema difficoltà, una corsa contro il tempo, per gli animali ancora vivi  che debbono essere tratti in salvo e   portargli foraggio e biada. Ricordiamo che nonostante i tanti sforzi  molte aziende e stalle sono ancora isolate.  Alcune sono crollate e vi sono dei capi di bestiame morti sotto le macerie; gli altri vanno recuperati e sistemati in ricoveri sicuri quanto prima. Intanto ieri a Palazzo Silone l’incontro tra il presidente della Regione Abruzzo ed i Sindaci dei Comuni interessati dal terremoto. Dei veri eroi. La lotta contro il tempo continua. A Montereale la locale RSA, avendo riportati danni classificati B,  è stata evacuata e gli ospiti trasferiti in altre strutture della Provincia. Ora si teme anche per il futuro lavorativo del personale.  Auguriamoci la struttura torni alla sua funzionalità quanto prima poiché sarebbe un altro duro colpo all’economia  già gravemente compromessa.

 

 

 

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