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Forza Italia vuole Bertolaso

di Roberta Galeotti

Torna fragoroso il nome di Guido Bertolaso alla ribalta della politica cittadina.

Nella riunione che si è tenuta ieri sera tra gli uomini di Forza Italia non si è parlato d’altro, Guido Bertolaso candidato sindaco di Forza Italia alle prossime amministrative.

Dopo l’inevitabile messa a confronto della lapalissiana differenza tra tutto quello che ha implicato la gestione del terremoto, l’emergenza e la Protezione Civile di Curcio e di Bertolaso, quest’ultimo ha riguadagnato posizioni, dignità e rispetto agli occhi di molti distratti.

Gli aquilani ricordano Guido Bertolaso che mangiava nelle mense delle tende e che viveva tra i terremotati. Bertolaso che era operativo tra riunioni, campi e sopralluoghi 20 ore al giorno.

Lo stesso Bertolaso che ha gestito in modo risoluto e determinato sia gli uomini della Protezione Civile, che gli amministratori e la popolazione nei campi.

«Abbiamo parlato di Bertolaso durante tutta la riunione» spiega al Capoluogo Paolo Federico, consigliere provinciale FI e componente del nuovo Comitato Comunale di FI*, costituitosi lo scorso ottobre, e che oggi sogna una candidatura ambiziosa per L’Aquila.

Fanta politica, probabilmente, soprattutto alla luce del silenzio di Bertolaso che ha rifiutato tutti gli inviti in prima serata su tutti i talk show più gettonati delle reti nazionali. Ora Guido Bertolaso è all’estero, tornerà a Roma il prossimo week end, ci spiega Pagano, e registrerà un’intervista da Giovanni Minoli che andrà in onda su Radio24 domenica.

«Il sisma non si può prevedere – ha detto Bertolaso il 19 gennaio -, ma la meteorologia è una scienza che negli anni ha fatto passi da gigante. Che un’ondata di neve e gelo si sarebbe abbattuta nelle zone del Centro Sud si sapeva da giorni».

«Io ho sempre sostenuto quando guidavo la protezione civile, per le persone che si trovavano in disagio, che erano state colpite da qualche tragedia, alluvione o terremoto che fosse, che era obbligatorio per la società, il governo e lo stato, metterle nelle condizioni di poter alleggerire al massimo le enormi sofferenze cui erano costretti – ha aggiunto nell’intervista a IlGiornale -. Partendo da questo principio abbiamo fatto dei lavori all’Aquila che sono stati anche criticati per i costi eccessivi, ma a me non me ne frega nulla, se avessi potuto avrei messo tutti gli sfollati dell’Abruzzo in alberghi a cinque stelle. Lo stesso vale per i lesionamenti di oggi. È possibile, è accettabile, che alcune località vengano isolate dalle fortissime nevicate, ma in condizioni normali. Quello che non si può accettare è che in località già disperate, già travolte da queste tragedie di terremoti continui, senza casa, con gli animali in condizioni precarie e l’economia già collassata, si lascino anche abbandonati a sé stessi per 24 o 48 ore per nevicate anche eccezionali ma comunque prevedibili. È gennaio, che cosa volevamo aspettarci, il solleone a gennaio? Questi fenomeni sono cose che chi ha i capelli grigi o bianchi come me si ricorda perfettamente. Non è possibile prevedere i terremoti, ma le previsioni meteo esistono. Sapendo che ci sarebbero state queste grosse nevicate bisognava far arrivare prima di questo maltempo nelle zone a maggior rischio, colpite già dai terremoti, tutti quei mezzi che avrebbero potuto consentire la migliore circolazione possibile anche in condizioni di estrema criticità

Bertolaso ha criticato anche la nomina di Vasco Errani: «Nominarlo è stata una sciocchezza che ha fatto Renzi in periodo pre-referandario per questioni di alchimia e chimica politica.

Ha tirato fuori dal cappello questo commissario per la ricostruzione mentre il territorio era assolutamente in piena emergenza. Parlare di ricostruzione in questa fase è ridicolo e offensivo nei confronti della popolazione. Aver creato subito una struttura che si doveva occupare della ricostruzione ha destabilizzato la linea di comando e di controllo. Curcio e Errani sono due galli in un solo pollaio.

Io al posto di Curcio non avrei mai accettato una cosa del genere, evidentemente Curcio è costretto ad accettare questo genere di condizionamenti perché si trova in una situazione di difficoltà e di debolezza rispetto a quello che era il mio ruolo. L’autorità è una cosa, l’autorevolezza è un’altra. L’autorevolezza si conquista sul campo, non te la regala nessuno. Se tu sei in grado di poter essere credibile e operativo puoi criticare e contestare varie scelte politiche, altrimenti ti adegui e poi ne subisci le conseguenze».

«Il tema di una possibile candidatura di Bertolaso, tra l’altro non lanciata da noi, ci sta molto a cuore – spiega Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia. Bertolaso è una figura molto gradita a FI, a cominciare dal nostro leader Silvio Berlusconi. Questo non ci vede distratti o disattenti. Ho sentito Bertolaso proprio ieri, non per questa ragione ma per i tristi temi di attualità che hanno riportato l’Abruzzo alla ribalta delle cronache nazionali e per la gestione dell’emergenza conseguente a disastri naturali. In generale, tutta la fase della gestione dell’emergenza ha  dato una pessima immagine di sè. Martedì ci sarà un incontro politico a Roma, per affrontare a livello nazionale le prossime elezioni e si parlerà anche di L’Aquila. Il Capoluogo di regione ha un riscontro mediatico molto forte».

Forza Italia si è ricostituita a L’Aquila lo scorso 13 ottobre, con la nomina del Comitato comunale, il primo atto ufficiale dopo molto tempo.

Dell’organismo fanno parte componenti di diritto come Guido Liris, vice presidente regionale e capogruppo in Comune, Roberto Tinari, consigliere comunale aquilano, Paolo Federico, consigliere provinciale, e Luca Ricciuti, ex consigliere regionale. Con loro c’era il coordinatore comunale, Stefano Morelli.

I 55 componenti di nomina sono Giancarlo Della Pelle, Filippo Petrocco, Pierpaolo Pesce, Tommaso Zarra, Sandro Perfetto, Federico Scarsella, Fabio Gramenzi, Antonio Ulacco, Christian Ceddia, Domenico Marini, Cesare Lepidi, Sabrina Di Cosimo, Gianfranco Di Benedetto, Claudio Gregori, Roberto Junior Silveri, Fabio Giurina, Angelo Cacchio, Paolo Barone, Elisabetta De Blasis, Davide Ardovino, Leonardo Scimia, Corrado Sciomenta, Sergio De Paulis, Massimo Ciuffetelli, Gianna Lepidi, Fabrizia Aquilio, Andreina Pellegrini, Carlotta Ludovici, Loris Salvi, Luca Nerilli, Augusto Barsoti, Angela Cocciolone, Domenico Totani, Luca Ianni, Fausto Fracassi, Daniela Ianni, Giuseppe Romano, Luca Fiamma, Gianfelice Nardecchia, Andrea Di Biase, Pamela Perez, Lorenzo Fanale, Simona Badia, Giovanni Centi Segatore, Domenico Ludovici, Fulvia Paglialunga, Nicola Pizzi, Manuel Cucchiella, Claudia Ciaffi, Daniele Leone, Maria Federica Pugliese, Valerio Ciaffi, Carlo Ferdinando De Nardis, Gianni Masciovecchio ed Enrico Maglia.

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