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Rigopiano, estratta la quinta vittima

*Pezzo in aggiornamento

 

Il bilancio della valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano è per ora di nove persone salvate (oltre ai due non coinvolti direttamente nella slavina), 5 vittime recuperate e 23 dispersi.

Lo comunica la Prefettura di Pescara. I dispersi sono persone risultanti sulla lista ufficiale degli ospiti della struttura e da altre segnalazioni ricevute; si tratta comunque, precisa la prefettura, di una lista la cui composizione è soggetta a continue verifiche.

 

Il cadavere di un uomo è stato recuperato dai soccorritori sotto le macerie dell’albergo di Rigopiano: si tratta del terzo corpo senza vita estratto tra la notte e stamani. Il bilancio ufficiale delle vittime sale dunque a cinque.

Altre quattro persone – due donne e due uomini – sono state estratte nella notte e stamani dai vigili del fuoco dalle macerie dell’hotel, sul Gran Sasso pescarese. Si tratta di quattro delle cinque che erano state individuate nella giornata di ieri. L’ultimo ad essere estratto dalle macerie è stato un uomo, ferito.

Sono già tutti all’ospedale di Pescara: attorno alle 5.30 sono arrivati due ragazze e un ragazzo, ora ricoverati; i medici definiscono le loro condizioni “buone”.

Verso le 8 è arrivato poi il quarto superstite, un uomo di 33 anni, che i sanitari stanno visitando. Il prossimo bollettino medico della direzione sanitaria del nosocomio di Pescara è previsto per le 11. Nel frattempo è salito a cinque il numero delle vittime: sono stati recuperati i corpi di due donne e di un uomo non identificati.

Nel frattempo i Vigili del Fuoco percepiscono altri segnali sotto la neve e le macerie «stiamo verificando, potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso nella neve», ha spiegato il dirigentedei vigili del fuoco Alberto Maiolo al centro operativo di Penne.

«Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve» ha aggiunto in un aggiornamento sulle ricerche dei dispersi. «Vista la situazione, già avere estratto diverse persone vive è una grossa soddisfazione. Dobbiamo muoverci con molta cautela perché lo stato dei luoghi è pericoloso anche per noi».

Il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, ha incontrato in ospedale i superstiti della tragedia dell’hotel di Rigopiano. Accompagnato dal prefetto di Pescara, Bubbico ha parlato con i medici e con i familiari dei ricoverati. Il viceministro sta andando a Penne per seguire i soccorsi.

 

«Ciao zio!» sono le prime parole che Samuel Di Michelangelo, 7 anni, il quarto bambino estratto vivo ieri sera dalle macerie dell’Hotel Rigopiano, ha detto allo zio Alessandro, agente della Digos di Chieti.

Samuel ha trascorso la notte nell’ospedale di Pescara accanto alla nonna materna, sedato, e sotto la stretta tutela degli psicologi, i suoi genitori sono ancora dispersi.
«Mio fratello e mia cognata non compaiono nella lista dei superstiti – spiega Alessandro Di Michelangelo, fratello del papà di Samuel, Domenico, disperso con la moglie Marina Serraiocco nella slavina che ha distrutto l’albergo di Farindola. «Gli ho chiesto ‘vengono mamma e papà?’ – racconta l’agente all’ANSA – e lui ha fatto sì con la testa. Ma gli psicologi mi hanno subito bloccato, e spiegato che i bambini sotto choc possono annullare uno spazio temporale nella loro memoria. Samuel ha trascorso la notte nell’ospedale di Pescara accanto alla nonna materna, sedato, sotto la stretta tutela degli psicologi. I medici ci hanno spiegato come comportarci: non dobbiamo fare alcun riferimento specifico alla tragedia, ma lasciare che sia il bambino a raccontare i fatti – dice Alessandro -. Mio fratello e mia cognata non compaiono nella lista dei superstiti, ma so che i soccorritori continuano a scavare, e voglio continuare a sperare».

Sono tutti ricoverati presso l’ospedale di Pescara i superstiti della trappola dell’Hotel. Quattro bambini e cinque adulti, tutte in buone condizioni cliniche.

Un uomo è in sala operatoria in questo momento per un intervento all’arto superiore destro. Tre sono ad ora le vittime riconosciute sulle cinque estratte dalle squadre dei soccorritori, tra questi un ragazzo che faceva il cameriere nell’Hotel Rigopiano ed era  volontario della Croce Rossa Italiana, che ora porta il lutto al braccio.

Ancora nessuna notizia di Alessandro Riccetti, il ternano di 33 anni disperso in seguito alla slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano dove lavorava come addetto alla reception.

Il giovane non figura infatti né tra le persone estratte vive da ciò che rimane della struttura né tra le vittime accertate.La madre e altri familiari continuano quindi a seguire con angoscia l’evolversi della situazione direttamente in Abruzzo dove si sono recati. I congiunti di Riccetti sono assistiti anche da due operatori della protezione civile inviati dal Comune di Terni. Nel frattempo i vigili del fuoco percepiscono altri segnali sotto la neve e le macerie. «Stiamo verificando, potrebbero esserci persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso nella neve», ha spiegato il dirigente Alberto Maiolo al centro operativo di Penne.

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