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Uffici chiusi: perché?

Perché tenere chiusi gli uffici pubblici, in un momento come questo in cui c’è un estremo bisogno di informazioni e assistenza alla popolazione?

E’ una osservazione che fanno, con due argomentazioni diverse ma con intenti simili, Franco Marulli (Assocasa UGL), e Dino Rossi (COSPA) e che vi proponiamo di seguito.

Franco Marulli, Assocasa UGL

Quando la politica è distante dai cittadini. La considerazione viene dalla ordinanza sindacale emanata dal Sindaco di L’Aquila e che interessava la chiusura degli uffici e scuole comunali, in occasione di questi eventi sismici. Quella delle scuole – per esigenze di incolumità – è da considerarsi giusta, così come alcuni uffici: ma chiudere l’ufficio che dà assistenza alla popolazione ci sembra veramente fuori dalla logica di amministrazione corretta. Proprio in questo frangente, dove si possono verificare varie situazioni di criticità abitative, il cittadino non sa a chi rivolgersi. Poteva essere un’occasione per venire incontro al cittadino e avvicinarlo alla politica: ma la politica ha tempi e modalità diverse dalle sue esigenze e il cittadino è oberato solo dai vari balzelli senza avere adeguati servizi.

Dino Rossi, Cospa

Rivogliamo il Prefetto Gabrielli!

Allucinanti le ordinanze emesse dal nuovo Prefetto dell’Aquila con le quali ordina la chiusura degli uffici pubblici, compreso i comuni.

È risaputo che i piccoli comuni sono il cervello della protezione civile del territorio, quindi il punto di riferimento della popolazione. Tutti siamo a conoscenza dello stato di calamità della regione Abruzzo ed in particolare la provincia dell’Aquila. Il neo Prefetto dell’Aquila con tale ordinanza si scrolla di dosso tutte le responsabilità lasciando i cittadini tra mille difficoltà dovute al gelo ed al terremoto.

Scusate, ma non trovo le parole per definire questa decisione lesiva, ma sembra sia un vero e proprio menefreghismo da parte di chi dovrebbe essere in prima fila tra la gente e non al caldo negli uffici, con stipendi da capogiro ed immeritati visto il risultato.

In questi luoghi dimenticati da Dio, VOGLIAMO istituzioni presenti al momento delle difficoltà e del bisogno, senza fare ordinanze da pollaio. Nel contempo vi ricordiamo che molti paesi dell’aquilano sono isolati per appalti dati a personaggi di comodo ed incompetenti, solo perché hanno il D.U.R.C. in regola, ma non i mezzi idonei per la rimozione della neve.

A questo punto non ci rimane altro che gridare a voce alta: rivogliamo Gabrielli!!!