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Rigopiano: c’è vita fra le macerie. 11 i sopravvissuti

La vita, all’improvviso, in mezzo alla disperazione. Dalle macerie, sommerse dalla neve, dell’hotel Rigopiano spuntano, uno ad uno, dopo oltre 40 ore gli 11, per ora, superstiti della slavina che ha investito il resort di Farindola.

Prima 6, poi 8, di cui due bambini, poi 11: la prima notizia, arrivata poco dopo le 11, ha fatto tornare la speranza sui volti di tutti. Dei soccorritori, instancabili e impagabili per il loro sforzo; dei parenti dei dispersi, che erano in attesa, ormai scoraggiati, a Penne; di quanti, giornalisti, stanno raccontando col cuore in gola momenti tragici, dell’Italia intera, che fa il tifo per loro e spera.

I primi arrivati all’ospedale sono Adriana e Gianfilippo, rispettivamente la moglie e il figlio di Giampiero Parete, l’uomo che per primo aveva dato l’allarme.

Altre persone sono state individuate vive sotto le macerie dell’hotel Rigopiano. Lo riferiscono, alle 15, i Vigili del Fuoco che ancora non hanno raggiunto i superstiti. Si tratterebbe di un gruppo di cinque persone, anche se il numero è ancora da confermare.

E’ un rumore continuo, ora che non nevica più, quello degli elicotteri di soccorso che portano i feriti all’ospedale di Pescara. Apparentemente, dalle prime immagini della Rai regionale e dei Vigili del Fuoco, i sopravvissuti sembrano in buona salute.

Il ritrovamento di questi superstiti getta nuova luce sull’accaduto. I piani superiori dell’hotel sono stati abbattuti dalla slavina. La hall, invece, dove erano tutti, pronti per partire, è rimasta più o meno integra, creando una sorta di sacca che li ha protetti: una situazione che può aver salvato la vita agli 8, e si spera ad altre persone.

Per i soccorritori, entrare in quel cumulo di neve e macerie è complicatissimo. Per individuare i superstiti ci sono solo le sonde, dopo che i cani avevano fiutato le tracce: ma nella disgrazia, il recupero di queste persone può aiutare i soccorritori a capire dove siano le altre.

L’ospedale San Salvatore dell’Aquila resta allertato, con due posti letto pronti in rianimazione. I feriti di Farindola sono all’ospedale di Pescara, designato come presidio di riferimento. Tutto lo staff ospedaliero aquilano, in ogni caso, è mobilitato nel caso di eventuale arrivo di feriti. Le persone intrappolate sotto la neve vengono ora trasferite a Pescara con mezzi elisoccorso del 118 dell’ Aquila e della guardia costiera.

( in aggiornamento)

(e.f.)

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