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L’incubo della faglia del 1703

Quattro scosse di magnitudo superiore a 5 e tutta la città è di nuovo crollata nel baratro dell’incubo del sisma. Ancora non siamo in grado di sapere con esattezza gli effetti delle scosse che questa mattina hanno colpito Montereale, Capitignano, Pizzoli e Campotosto.

Da questa mattina l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato oltre 100 eventi sismici di magnitudo maggiore di 2.0 tra le province dell’Aquila (Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) e Rieti (Amatrice).

I terremoti più forti (magnitudo maggiore di 5.0) sono avvenuti alle ore 10:25 italiane di magnitudo ML 5.3 (Mw 5.1); ore 11:14 italiane di magnitudo ML 5.4 (Mw 5.5); ore 11:25 italiane di magnitudo ML 5.3 (Mw 5.4); ore 14:33 italiane di magnitudo ML 5.1 (Mw 5.0).

Questi eventi sono stati localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV in un’area lunga circa 10-15 km in direzione appenninica e larga circa 5-6 km che si trova in una zona a pericolosità sismica molto alta, compresa tra l’area interessata dalla sequenza sismica del 2009 e la parte meridionale della sequenza sismica iniziata il 24 agosto scorso in Italia centrale.

Nello specifico  Leonardo Nicolì, Fondatore e Direttore iAReSP Association“, ha spiegato al Capoluogo che «la faglia di Montereale-Pizzoli non era stata interessata da eventi sismici rilevanti né dopo il 2009 né a seguito del terremoto del 24 agosto. Dalla prima decade di Novembre – aveva aggiunto Nicolì – è in corso uno sciame sismico che ha registrato circa 200 piccoli terremoti e tre scosse superiori a magnitudo 3 [nello specifico: M 3.3 il 5 gennaio, 3.0 l’8 gennaio e 3.4 il 9 gennaio 2017].
Questa attività è ricondotta alla faglia di Pizzoli che poi si inabissa e scende verso Cagnano e Barete».

Dopo il terremoto del 24 agosto si sono verificati in quest’area eventi di bassa magnitudo concentrati poco a nord di Montereale e nella zona tra Pizzoli, Barete e Cagnano Amiterno; è stato registrato solo un terremoto di magnitudo maggiore di 4.0 il 29 novembre 2016 (M 4.4) a 3 km da Montereale.

La faglia coinvolta dagli eventi di questa mattina appartiene al sistema di faglie dei Monti della Laga il cui settore più settentrionale si è attivato con l’evento del 24 agosto.

 

Il terremoto storico più prossimo alla zona è quello del 2 febbraio 1703 di magnitudo Mw 6.7, ma i dati geologici disponibili indicano che questo evento sarebbe avvenuto sulle faglie più occidentali (es. Pizzoli, Monte Marine).

Nel 1703 ci fu una sequenza di tre eventi molto forti.

Gli esperti non escludono il verificarsi di terremoti di magnitudo comparabile o superiore a quelli di questa mattina. L’unica certezza, spiegano i geologi, è che la potenza che la faglia è in grado di esprimere è pari a 0,3 punti inferiori o superiori a magnitudo 7. Nessuno è in grado di sapere se l’evento sismico principale di questo terremoto sia la scossa di magnitudo 5.4 delle 11:14.