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Pietrucci: Sono a disposizione della città

L’intervista di Nando Giammarini

Pierpaolo Pietrucci, consigliere Regionale abruzzese del Pd, espressione forte dell’Alta Valle dell’Aterno della quale è originario.

TERREMOTO CENTRO ITALIA: A partire dal terremoto del 24 agosto e quello ancor più forte del 30 ottobre ha tenuto un rapporto costante con l’Alto Aterno adoperandosi al massimo delle proprie possibilità per sostenere le popolazioni interessate dal drammatico evento. L’ultimo provvedimento approvato dalla Regione che porta la sua firma è quello dell’istallazione delle casette di legno da 40 mt in appezzamenti di terreno con superficie di 1000 mt ad uso agricolo per far fronte alle esigenze degli allevatori che non vogliono lasciare le loro zone ed il proprio bestiame.

AMBIENTE: Insieme all’amministrazione Comunale di Montereale guidata dal Sindaco Massimiliano Giorgi, è passato alla storia come l’artefice della più grande operazione ambientale di tutti i tempi in Alto Aterno: la rimozione e lo smaltimento dell’amianto ubicato nei manufatti dell’ex fornace Di Carlantonio nella piana di Montereale. Un anno è passato ed un altro è appena iniziato, è tempo di bilanci e di programmi.

Consigliere Pietrucci, un altro anno è passato, e siamo al secondo e mezzo della sua legislatura, tante le problematiche affrontate ed i successi riportati. E’ felice del lavoro svolto?

Dirmi felice non oso, ho imparato a pretendere sempre di più da me stesso, e per rispetto della mia gente – che vive una fase di crisi e sofferenza sociale che praticamente non ha precedenti nella storia recente – non mi permetto di accostarmi alla parola “felicità”. Direi che sono soddisfatto: da consigliere regionale espressione dell’Aquila e delle aree interne, che considera la sua funzione direi naturale la difesa, la valorizzazione  e la potenzialità di questa parte d’Abruzzo, sto cercando di svolgere al meglio questo mandato. I risultati si vedono in quelli che sono gli ambiti più sensibili: penso alle infrastrutture e all’ambiente, solo per citarne alcuni, oltre naturalmente alla montagna.

Ci parli del più importante risultato ottenuto, quello in cui oltre a mente e cuore ci ha messo anche l’anima e del suo prioritario impegno per il 2017.

Ci sono stati diversi passaggi importanti. Se ne devo citare uno penso all’approvazione della legge Reasta, perché è stata particolarmente sudata, al centro di discussioni e anche contrasti di tipo politico. Sono orgoglioso del fatto che alla fine la nave sia stata condotta in porto, che abbia prevalso la ragionevolezza. Il provvedimento ha una portata epocale perché getta le basi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio di vie e sentieri della nostra montagna, puntando sulla conoscenza, l’informazione, l’uso consapevole e responsabile. Per troppi anni si sono sottovalutate le potenzialità economiche della nostra montagna, e con il mio mandato c’è stato un vero e proprio cambio di rotta. La legge Reasta che è scritta e pensata con il concorso di tutti gli operatori, a cominciare dai maestri di sci e dalle guide alpine, l’inaugurazione del primo tratto della pista ciclabile Aterno (risultato conseguito anche questo nel 2016), i finanziamenti per la sentieristica, il Distretto turistico, il Masterplan che prevede specifiche risorse per l’impiantistica: insomma, siamo riusciti grazie a un lavoro serrato a riportare il Gran Sasso e la montagna tutta al centro dell’agenda politica regionale. I risultati si vedranno e altri passi mi propongo di compierli: ho già avviato i tavoli per rendere operativo lo ski pass unico regionale, una misura semplice ma in grado di essere formidabile facilitatore del turismo montano nella nostra regione che, non dimentichiamolo, gode di una posizione strategica: è il naturale sbocco per Roma e tutto il centro sud, a patto che siano adottate le giuste e lungimiranti misure, in termini di infrastrutturazione, di incentivi, di attenzione. La Regione può ancora fare molto. Non dimentico poi tra i provvedimenti approvati nel 2016 la risoluzione sulla gratuità, a livello regionale,  del vaccino contro la meningite che ha anticipato le misure fresche di approvazione a livello nazionale e annunciate dal ministro Lorenzin e, questo provvedimento proprio allo scadere dell’anno, la soluzione al problema del sovraccarico del lavoro del Genio civile dopo la riforma – che avrebbe rischiato di rallentare notevolmente la ricostruzione dell’Aquila e del cratere –in sinergia con Ance e Ordini professionali.

Uno dei tanti ed impellenti problemi che assillano la nostra terra è la salvaguardia dell’occupazione, poiché senza lavoro non c’è vita e possibilità di futuro soprattutto per i giovani. Mi spiega in che consiste la sua risoluzione, per gli addetti a call center che vivono una situazione di estrema criticità, approvata lo scorso primo dicembre.

La fase è drammatica. In tanti si rivolgono a me per un consiglio, un aiuto: mi accorgo direttamente giorno per giorno quanto sia grave la crisi sociale che sta attanagliando il nostro territorio. Per quanto riguarda la questione dei call center, è in questo senso per la nostra città un ambito particolarmente sensibile, strategico, che dà lavoro e reddito a duemila persone solo all’Aquila. La risoluzione approvata in Commissione impegna il Presidente a prendersi carico direttamente della questione; è un contributo operativo di sensibilizzazione politica per una battaglia che si combatte anzitutto a livello nazionale. Un primo risultato lo abbiamo raggiunto presso l’Inps attraverso il rinvio di un bando che avrebbe rischiato di penalizzare i lavoratori del sito dell’Aquila. Ora tutti i nostri sforzi devono essere tesi all’intervento sulla normativa e sulla sua applicazione: non è accettabile che al momento dell’aggiudicazione di una gara di appalto o dell’assegnazione del lavoro in subappalto il costo del lavoro venga considerato come una variabile dipendente e modificabile come fattore di risparmio o di competitività. I diritti dei lavoratori devono essere salvaguardati in ogni caso. Proprio in questi giorni tra l’altro ho depositato un progetto di legge che se approvato stabilirebbe per l’Abruzzo, come già avviene in altre sei regioni, l’obbligatorietà della clausola sociale per la  pubblica amministrazione. Quello dei call center è una questione e un settore che mi stanno particolarmente a cuore sin da quando, da consigliere provinciale, promossi una mozione che puntava proprio a salvaguardare un settore che considero, come ho detto, strategico.

E’ soddisfatto dell’approvazione, come aveva già fatto la Regione Lazio, della risoluzione richiesta dai Sindaci del cratere di autorizzare la costruzione di casette di legno, con minime opere di urbanizzazione, di 40mt in terreni agricoli con una superficie di 1000mt?  Una necessità impellente viste le temperature invernali per cui non si può dormire né in macchina ne nelle tensostrutture. Una decisione che le fa onore poiché esprime, se mai ce ne fosse bisogno, ancora una volta, vicinanza ed interesse per i problemi della gente terremotata.

E’ stata una decisione di buon senso, per andare incontro alle esigenze delle popolazioni. Tra l’altro sono stati introdotti limiti e vincoli tali per fare in modo che la misura sia di carattere esclusivamente di assistenza, escludendo rischi per così dire speculativi, anche se siamo pronti a introdurre degli accorgimenti migliorativi come ci indica la governance della ricostruzione. L’esperienza dell’Aquila in questo senso ha insegnato.

Cosa ci dice a proposito delle dimissioni del prof. Renato Galzio, poi rientrate, il luminare e primario dell’unità operativa di neurochirurgia del nosocomio aquilano, circa la paventata possibilità del suo trasferimento ad Avezzano? E’ mai pensabile che un reparto d’eccellenza che ci rende famosi in Abruzzo e nel Paese abbia questo genere di problemi e crea sfiducia e delusione nei cittadini ?

Dimissioni rientrate, per fortuna. Mi sembra si sia trattato di un caso e di una questione agitate per ragioni esclusivamente politiche. Il professore Galzio, come ho avuto modo di dirgli personalmente, deve stare tranquillo. Il piano sanitario prevede senza ambiguità che il reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore sia un pilastro della sanità regionale. Come potrebbe essere altrimenti, del resto, viste le competenze e le professionalità che vi operano? La sanità si fa a partire degli interessi dei cittadini, non di quelli dei medici e dei politici. Proprio questo principio è stato una delle stelle polari del mio mandato, il diritto alla salute degli abitanti delle aree interne con particolare attenzione, naturalmente, all’Ospedale San Salvatore, ma non solo.

Lei ha da sempre una sensibilità ambientalista. E’ soddisfatto della rimozione e dello smaltimento dell’amianto in Alto Aterno, un problema di primaria importanza per quel che concerne la salute delle popolazioni locali?

La questione della bonifica della Fornace di Piedicolle di Montereale era ormai una emergenza ambientale che non si poteva più ignorare. La salute della popolazione viene prima di ogni cosa. Abbiamo operato bene, in sinergia con il Comune, risolvendo un problema che si trascinava da troppo tempo. Si è trattato di una concertazione istituzionale da prendere a modello per problematiche simili, e non solo.

Quali i suoi propositi per il nuovo anno che La vedrà impegnato, su tutti i fronti , e quali le scadenze più importanti che attendono la Regione Abruzzo?

I temi sono quelli di cui ho avuto modo di dire: economia, montagna, ambiente, in generale L’Aquila e le aree interne. Il 2017 sarà fondamentale per fare il punto per le infrastrutture, una componente essenziale per colmare il gap strategico di cui strutturalmente soffre il nostro territorio, ma anche per dare una spinta decisiva alla rinascita della montagna. Confido inoltre che si riesca a lavorare in maniera organica per un’altra questione, quella che attiene alle politiche culturali.

Ricorre, sempre più insistente, la voce secondo cui lei dovrebbero essere il candidato Sindaco dell’Aquila. In molti sostengono “togliere Pietrucci dalla Regione sarebbe un suicidio”; altri su Facebook si affannano a sostenere, come riportato recentemente anche dal Centro, “che non bisogna mai sguarnire posizioni conquistate con il voto popolare”  anche perché se lei si dimettesse da consigliere regionale per candidarsi a Sindaco del capoluogo abruzzese gli subentrerebbe il primo dei non eletti, il marsicano D’Amico e l’aquilano con tutte le sue zone interne rimarrebbe nuovamente senza rappresentante in Regione. Allo stesso modo è noto a tutti il rapporto viscerale che lei ha con L’Aquila che sta difendendo a denti stretti in Regione. Su Facebook le persone la esortano a fare il sindaco della sua città. Cosa pensa di fare e cosa ci dice in proposito?

Sono abituato a considerare la politica con spirito di servizio, al servizio di una comunità. L’ho detto tante volte: le posizioni mia e del vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli sono fondamentali per L’Aquila e le aree interne, come è fondamentale per il Pd mantenere il governo del Comune dell’Aquila, per dare seguito e respiro a un lavoro decennale. Il mio partito, la mia comunità farà una valutazione e tutti insieme faremo le scelte migliori. Sono a disposizione. Io appartengo all’Aquila e alle aree interne. Insieme a questa grande Comunità sapremo decidere qual  è la scelta migliore per lo sviluppo sociale, economico e produttivo della nostra terra.